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Gasdotto Tap: Vendola, nostro no non é sindrome Nimby

Comitato no Tap, sì governo a progetto pericoloso

13 settembre, 18:27
Gasdotto Tap: Vendola, nostro no non é sindrome Nimby Gasdotto Tap: Vendola, nostro no non é sindrome Nimby

"Non è la 'sindrome di Nimby' che spinge tutto il Salento a difendere un sito di pregio naturalistico, paesistico ed archeologico, in cui si prevede di portare il tubo di un gasdotto: e se il Ministero dei Beni Culturali stila un parere negativo su Tap, vuol dire che non stiamo discutendo di pregiudizi ideologici ma di giudizi scientifici". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola intervenendo alla cerimonia di inaugurazione della 78/ma edizione della Fiera del levante che si svolge alla presenza del premier Matteo Renzi. Le parole di Vendola sono state a lungo applaudite in sala, soprattutto da 40 sindaci dei Comuni del Salento che si sono alzati in piedi: la loro presenza è per ribadire il 'no' all'approdo del terminale del gasdotto Tap sulle coste della marina di Melendugno (Lecce). Tutti i sindaci indossano la fascia tricolore e portano le delibere con cui i rispettivi consigli comunali hanno detto no al gasdotto Tap. "Sappiamo dire i Si che aprono al futuro - ha aggiunto Vendola - non quelli che ci ripiombano nei fasti e nei nefasti di un passato in cui siamo stati considerati terra da colonizzare, discarica a disposizione, una capanna dello zio Tom dove per quattro soldi si comprano pure la nostra dignità".

Comitato no Tap, sì governo a progetto pericoloso
"Il governo dice sì a Tap per decreto non considerando la pericolosità del progetto, incompatibilità ambientale e sociale. Il consiglio dei ministri nella riunione del 10 settembre ha dato indicazioni al ministero dell'ambiente chiedendo il rilascio della Via anche se i pareri sono negativi. E' un atto gravissimo" afferma il comitato No Tap che si oppone alla realizzazione nel Salento dell'approdo del gasdotto che porterà in Europa gas azero. "Il progetto Tap, se pur monco, pericoloso (nota dei pompieri), incompatibile con l'ambiente, ha ottenuto il documento di Via. È ben chiaro che il comitato e i portatori d'interesse impugneranno un documento ridicolo,con dei risvolti oscuri e grotteschi anche nella stesura finale". "Ora - aggiunge - la popolazione tutta si chiede cosa faranno le parti politiche che sul territorio appoggiano e rappresentano l'esecutivo capeggiato dal premier Matteo Renzi, appoggiano il colpo di mano del governo o finalmente scenderanno sul campo legale e sociale per difendere le popolazioni?". "Fin ora abbiamo letto solo parole di circostanza,la gente vuole una posizione netta - conclude la nota - La tornata elettorale si avvicina,e a votare saranno i pugliesi non i cittadini dei cantoni svizzeri".

Sindaci Salento anti Tap a Renzi, è nuova Cerano
Sono partiti a mezzogiorno da Lecce gli oltre 40 sindaci del Salento che manifesteranno questo pomeriggio a Bari, in occasione dell'inaugurazione della Fiera del Levante, il dissenso di un intero territorio contro il progetto del Gasdotto Tap, il cui terminale dovrebbe approdare a San Foca, marina di Melendugno (Lecce). Metà dei sindaci sta raggiungendo il capoluogo in auto, gli altri a bordo di un pullman che espone un cartello indicativo "40 sindaci del Salento No tap san Foca". Tutti indossano la fascia tricolore e portano le delibere con cui i rispettivi consigli comunali hanno detto no al gasdotto Tap. Tanta la rabbia e la delusione dopo la firma del decreto da parte del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, con cui si sancisce la compatibilità del progetto a San Foca, ma con i sindaci decisi più che mai a non mollare. "Ci hanno trattato come se fossimo l'ultima ruota del carro – commenta il sindaco di Melendugno, Marco Potì - E questo nonostante tutti i pareri negativi espressi in questi anni da più parti. Renzi deve ascoltarci. Deve ascoltare un intero territorio". Gli fa eco Luca De Carlo, sindaco di Vernole, con Melendugno il territorio più interessato al megaprogetto. "Non ci fermeremo fin quando non vedremo le ruspe - dice - Qui si tratta di 15 ettari di polo industriale che ricadranno su un’area vergine. Qualcuno alla fine si dovrà prendere le responsabilità per questa nuova Cerano".

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