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Da industrie 'Energy intensive' no a modifica Ets
'A rischio la competitivita' dell'industria manifatturiera Ue'
11 aprile, 14:45
ROMA - L'Alleanza delle industrie ad alta intensita' energetica
mette in guardia contro gli impatti economici derivanti dalle
proposte di modifica del sistema comunitario Ets (Emission
trading System, la tassa sulle emissioni di Co2), che prevede il
cambiamento del calendario per le aste delle quote di emissione
lasciando una ''ampia discrezionalita''' alla Commissione
europea.
L'innalzamento dei prezzi Ets perseguito dalla Commissione attraverso interventi a breve termine, si legge in una nota delle industrie 'energy intensive', ''aumentera' ulteriormente il costo dell'energia e lo squilibrio concorrenziale tra le industrie dell'Ue ad alta intensita' energetica e quelle degli altri paesi'', mettendo ''a rischio la competitivita' dell'industria manifatturiera europea''.
Secondo l'Alleanza, che rappresenta oltre 30mila imprese, ''la revisione della direttiva, che dovrebbe lasciare alla Commissione piu' spazio di intervento nel calendario delle aste, produrrebbe anche una maggiore incertezza per l'industria''. Per questo le industrie ''esortano i membri del Parlamento e i rappresentanti degli Stati membri a rifiutare questa proposta, che, se approvata, non impedira' la chiusura degli impianti industriali e il 'carbon leakage', ma piuttosto produrra' il trasferimento degli investimenti del settore industriale manifatturiero al di fuori dell'Europa''.
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L'innalzamento dei prezzi Ets perseguito dalla Commissione attraverso interventi a breve termine, si legge in una nota delle industrie 'energy intensive', ''aumentera' ulteriormente il costo dell'energia e lo squilibrio concorrenziale tra le industrie dell'Ue ad alta intensita' energetica e quelle degli altri paesi'', mettendo ''a rischio la competitivita' dell'industria manifatturiera europea''.
Secondo l'Alleanza, che rappresenta oltre 30mila imprese, ''la revisione della direttiva, che dovrebbe lasciare alla Commissione piu' spazio di intervento nel calendario delle aste, produrrebbe anche una maggiore incertezza per l'industria''. Per questo le industrie ''esortano i membri del Parlamento e i rappresentanti degli Stati membri a rifiutare questa proposta, che, se approvata, non impedira' la chiusura degli impianti industriali e il 'carbon leakage', ma piuttosto produrra' il trasferimento degli investimenti del settore industriale manifatturiero al di fuori dell'Europa''.










