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Elettricita': per imprese Italia prezzi +31% su Ue (+7,9 mld)

Ricerca Confartigianato, Milano e Lombardia al top

30 agosto, 14:01
Tralicci per l'energia elettrica Tralicci per l'energia elettrica

ROMA - Le imprese italiane pagano per l'energia elettrica il 31,7% in piu' rispetto alla media Ue. Un gap che, tradotto in denaro, evidenzia un maggiore costo di 7,9 miliardi l'anno, con Milano e la Lombardia che si trovano al top della classifica per maggiori costi. A ribadire le difficolta' che il tessuto produttivo del made in Italy deve sostenere rispetto a quello degli altri Paesi e' uno studio di Confartigianato, che calcola per ogni azienda un esborso di 1.776 euro in piu' rispetto ai competitor europei.

Il gap Italia-Ue nei costi dell'energia utilizzata dalle imprese emerge da un'analisi condotta dall'Ufficio studi di Confartigianato, che ha elaborato la classifica delle regioni e delle province in cui gli imprenditori subiscono le differenze di costo piu' ampie rispetto all'Europa.

Il conto piu' salato e' a carico delle nostre aziende del Nord che complessivamente nel 2010 hanno pagato l'energia elettrica 4.615 milioni di euro in piu'. Il divario Italia-Europa e' di 1.392 milioni di euro per le imprese del Centro e di 1.932 milioni di euro per le aziende del Mezzogiorno.

La regione piu' penalizzata e' la Lombardia, con 1.808 milioni di euro di divario di costi rispetto alla media Ue, seguita dal Veneto con un gap di 800 milioni di euro, dall'Emilia Romagna con 711 milioni e dal Piemonte con 677 milioni. La classifica provinciale vede al primo posto Milano, con un gap di 448 milioni di euro, seguita da Roma (365 milioni), Brescia (356 milioni), Torino (276 milioni), Bergamo (230 milioni). Se, in media, ogni azienda italiana paga l'energia elettrica 1.776 euro all'anno in piu' rispetto agli imprenditori europei, questo gap si allarga a 3.151 euro per ogni impresa del Friuli Venezia Giulia, a 2.708 euro per ciascuna impresa della Sardegna, a 2.208 euro per ogni azienda della Lombardia, a 2.187 euro per ciascuna impresa della Valle d'Aosta. A seguire, per un imprenditore dell'Umbria il divario e' di 2.164 euro l'anno, mentre per ogni impresa del Trentino Alto Adige il gap annuo e' di 2.036 euro.

A gonfiare la bolletta energetica delle imprese contribuisce la pressione fiscale che incide per il 22,7% sul prezzo finale. Anche in questo caso l'Italia detiene il record negativo nell'Ue: le imposte sull'energia ammontano a 31.750 milioni di euro l'anno e sono piu' alte del 23% rispetto ai Paesi dell'Eurozona. Questo significa che cittadini e imprese italiani pagano la tassazione sull'energia 6,1 miliardi in piu' ogni anno rispetto alla media europea. Sul fronte fiscale per le piccole imprese il gap con l'Europa e' ancora piu' ampio: in valore assoluto il peso del fisco sui consumi di energia delle aziende in Italia e' il piu' alto d'Europa ed e' maggiore del 134,1% rispetto alla media Ue.

Per abbassare il costo dell'energia, il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini sollecita ''riforme strutturali che aprano alla vera concorrenza i settori dell'elettricita' e del gas, puntino sull'efficienza energetica e sull'uso di fonti rinnovabili, consentano di ridurre e riequilibrare la pressione fiscale sul prezzo dell'energia che grava soprattutto sulle piccole imprese''.

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