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Conti (Enel): 'Fateci fare Porto Tolle'

'Abbiamo 12 miliardi per gli investimenti. Fateceli spendere'

22 agosto, 19:03
La centrale elettrica Enel di Porto Tolle La centrale elettrica Enel di Porto Tolle

"Fateci fare Porto Tolle": è l'appello che l'ad dell'Enel Fulvio Conti ha lanciato al Meeting di Rimini, lamentando l'eccessivo peso delle competenze degli enti locali in materia di energia che finiscono con il bloccare gli investimenti. "Abbiamo 12 miliardi per gli investimenti. Fateceli spendere. Fateci fare Porto Tolle. Non possiamo essere bloccati", ha spiegato Conti che ha definito la Robin Hood tax come "la tassa dello sceriffo di Nottingham". Insomma, per l'ad di Enel, "bisogna semplificare la legislazione che rallenta ogni investimento e ri-riformare il titolo V della Costituzione, che in materia di energia consente a qualsiasi ente locale di bloccare".

CONTI, SE LIBIA DEMOCRATICA POTREMMO INVESTIRCI - Se la Libia diventerà uno Stato democratico, l'Enel potrebbe pensare di investirvi: lo ha detto il presidente della società Fulvio Conti al Meeting di Cl. "Avevamo deciso - spiega Conti - di non avere relazioni con la Libia perché quel regime non ci piaceva. La situazione può cambiare e la Libia può diventare una democrazia e noi - sono parole di Conti - potremmo guardare a delle opportunità se ci saranno. Diamo il nostro benvenuto al ritorno alla normalità. D'altronde - conclude - dovranno ammodernare il settore energetico e si creeranno opportunità. Staremo a vedere".

LAVORATORI PORTO TOLLE A RIMINI, URGONO RISPOSTE - Una delegazione del Comitato Lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle e il direttore generale del Consorzio Polesine, Emilio Oriboni, hanno incontrato oggi al Meeting di Rimini l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, chiedendo alle istituzioni competenti "risposte urgenti" sul futuro dello stabilimento. "Viviamo ormai con 'l'ansia del giorno dopò e molte aziende, senza gli appalti Enel, non riusciranno a passare il 2011", ricorda Oriboni, che rappresenta il maggiore consorzio di imprese della provincia di Rovigo, con 65 aziende e circa 1.000 lavoratori. "La centrale di Porto Tolle - aggiunge il portavoce del Comitato Lavoratori, Maurizio Ferro - è un caso simbolo di un Paese che deve modernizzare e diversificare, nelle centrali elettriche come in altri settori e infrastrutture. Senza investimenti c'é da chiedersi non dove andrà, ma come finirà l'Italia. Enel, come ha detto oggi Conti, ha 12 miliardi da spendere che restano bloccati, però, dalla burocrazia e dai ricorsi. Legittimi sì - precisa Ferro - ma che poi non portano a niente".
 

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