Terna: Assoelettrica vuole veto
Societa' rete, rispettiamo regole. Bortoni, aspettiamo governo
20 maggio, 10:25ROMA - Scintille tra Terna e Assoelettrica, l'associazione che raggruppa i produttori di elettricita': oggetto del contendere, la possibilita' per la societa' che gestisce la rete di svolgere, seppur tra mille vincoli, anche l'attivita' di generazione. Un'opzione vista come il fumo negli occhi dai produttori, convinti che fra la trasmissione e le altre attivita' della filiera, produzione in testa, non debbano verificarsi incroci.
La vicenda prende le mosse dal parere con cui le Commissioni competenti di Camera e Senato, nei giorni scorsi, sono intervenute sulle direttive europee in materia di produzione di energia elettrica, in cui si dice che Terna non puo' gestire, nemmeno temporaneamente, impianti di produzione. Una decisione che impedirebbe, dunque, al gestore della rete non solo di proseguire sulla strada gia' seguita in passato, quando ha messo in piedi una serie di impianti fotovoltaici venduti al fondo di private equity Terra Firma per oltre 600 milioni di euro, ma anche di sviluppare i cosiddetti ''sistemi di accumulo'' che, secondo l'azienda, non servono per produrre energia, ma per far scendere il costo del servizio elettrico. Tutte voci presenti nel piano industriale con un investimento di 1 miliardi in cinque anni.
Dopo il voto delle Commissioni, pero', il terzo pacchetto energia che contiene il veto per Terna deve ripassare dal ministero dello Sviluppo economico e Assoelettrica ha voluto cosi' mettere le mani avanti e ribadire la necessita' di questa misura: la totale separazione dell'attivita' di trasmissione dell'energia dalle altre attivita' della filiera, a cominciare dalla produzione, secondo l'associazione, e' la soluzione che ''assicura la maggiore trasparenza e garanzia a tutti gli operatori del settore ed evita possibili turbative al corretto funzionamento dei mercati''. Assoelettrica ritiene dunque che ''non debba essere consentito al gestore della rete di trasmissione di svolgere attivita' di produzione'' e invita il Governo a far proprie le indicazioni emerse in questo senso anche dal dibattito parlamentare''.
Terna, pero', non ci sta: da una parte ribadisce che ''rispetta e rispettera' le regole e che non ha mai prodotto ne' produrra' energia'', anche perche' ''gli investimenti nel fotovoltaico non prevedono alcuna produzione e vendita di energia, ma si basano praticamente su commesse di realizzazioni puntuali, e sulla valorizzazione dei propri asset''. E dall'altra sottolinea che i sistemi di accumulo ''non sono impianti di produzione ma servizi di rete per la sicurezza e il minor costo del servizio elettrico, che assorbono dalla rete piu' energia di quanta ne immettano (sistemi di energia negativa e non positiva come gli impianti di produzione tradizionali).
Tali impianti potranno essere gestiti anche da altri soggetti (Terna potra' anche solo realizzarli)''.
Arbtiro dello scontro, alla fine, sara' il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, a cui passa la patata bollente: ''Non prendiamo posizione - ha infatti affermato il presidente dell'Autorita' per l'energia, Guido Bortoni - perche' la questione e' al centro del dibattito parlamentare. Sappiamo che il Governo sta per decidere sul 'terzo pacchetto energia' e vedremo se fara' proprie o discutera' le osservazioni delle Commissioni''.















