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Gian Luca Galletti e' il nuovo ministro dell'Ambiente

'Priorità il dissesto idrogeologico'

23 febbraio, 11:46
Governo: Galletti, priorit problema idrogeologico Governo: Galletti, priorit problema idrogeologico

Il dissesto idrogeologico, il pacchetto clima ed energia dell'Unione Europea, lotta ai reati ecologici, i piani di smaltimento dei rifiuti, come anche il completamento dell'Aia per l'Ilva e lo smantellamento della Concordia. Sono queste le questioni principali che dovra' affrontare il nuovo ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti scelto dal premier Matteo Renzi. Succede al dicastero di via Cristoforo Colombo ad Andrea Orlando, a sua volta nominato guardasigilli. Galletti, 53 anni a luglio, è stato sottosegretario all'Istruzione nel governo Letta. Laureato in scienze economiche e commerciali all'università di Bologna,sposato, ha 4 figli. Consigliere comunale a Bologna dal 1990 al 2009, nelle liste della Dc prima e in quelle del Ccd e nell'Udc poi, assessore al Bilancio dal 1999 al 2004, Gian Luca Galletti è stato nell'Alta commissione ministeriale di studio per la riforma della finanza pubblica (2003-2005). Poi consigliere regionale dell'Emilia-Romagna per un anno, è approdato alla Camera nel 2006, divenendo capogruppo dell'Udc nel 2012. "E' per me un grande onore ma anche una grande responsabilità. Credo che sia una sfida per il mio partito, l'Udc, e per il Paese", ha detto il neoministro commentando nel corso del Congresso del partito all'Auditorium della Conciliazione a Roma la sua nomina.

Galletti ha già detto che tra le sue priorità c'è il dissesto idrogeologico del territorio italiano, Come titolare dell'Ambiente lo attendono però tematiche altrettanto pressanti come le bonifiche della Terra dei Fuochi, i piani rifiuti, a partire da quello della città di Roma, il nuovo pacchetto Ue clima ed energia (delicata la mediazione che di dovrà raggiungere con Confindustria), l'istituzione degli 'eco-reati' (con un gruppo di lavoro ad hoc). Naturalmente non ci si potrà esimere dal capitolo 'Costa Concordia', su cui ancora resta da decidere quale sarà il porto prescelto per lo smantellamento del relitto; oltre al completamento dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dell'Ilva; e una spinta verso un'economia più 'verde'.

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