Bocche di Bonifacio: un parco di 'confine'
07 giugno, 19:32
La Maddalena
In concomitanza con il 2010, Anno internazionale per la biodiversita', Italia e Francia hanno siglato l'accordo per avviare l'iter di istituzione di una nuova area protetta: il Parco marino transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio. I ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo e Jean Louis Borloo, si sono inoltre impegnati a creare un gruppo europeo di cooperazione territoriale tra il Parco nazionale dell'Arcipelago della Maddalena e la riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, che costituiscono le due aree principali del nuovo Parco marino. Ecco un breve identikit:
- PARCO NAZIONALE ARCIPELAGO LA MADDALENA: situato nella parte settentrionale della Sardegna, vede un importante centro abitato nell'isola principale di La Maddalena. Poche abitazioni rimangono a Stagnali a Caprera, mentre una ristretta area di Santa Maria viene frequentata solo nel periodo estivo. La natura rimane quindi protagonista, specie nelle isole minori (Spargi, Budelli, Razzoli, Spargiotto, Barrettini, Mortorio e Nibani). L'Arcipelago, costituito da oltre 60 isole e isolotti, rappresenta uno dei paesaggi considerati tra i piu' suggestivi del mondo. Nel Mediterraneo non esistono altri sistemi insulari di questo tipo, caratterizzati dalla vicinanza tra le diverse isole separate da canali marini con bassi fondali, dove le forme delle terre emerse sono caratterizzate dalle rocce di granito. Il Parco si estende su una superficie - tra terra e mare - di 18.000 ettari (5.038 ettari di superficie terrestre e 13mila ettari di superficie marina), con 221 chilometri di coste
- RISERVA NATURALE DELLE BOCCHE DI BONIFACIO: costituisce la porzione principale dal lato francese della nuova area protetta, fra Corsica e Sardegna. La Riserva, situata all'estremita' meridionale della Corsica, ha un perimetro di 80mila aettari e si affaccia sul Parco nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena. Oltre a proteggere la costa, conserva ambienti e paesaggi eccezionali: le isole di Lavezzi, le Cerbicali, i Monaci, le falesie di Bonifacio, la penisola di Bruzzi, gli stagni di Ventilegne, includendo le acque ed i fondali marini che le circondano. Nel progetto del nuovo Parco transfrontaliero c'e' anche la riserva naturale delle Tre Padule de Suartone, l'ultima nata in Corsica per preservare un habitat originale e per questo di rilevanza internazionale, cosituito da zone umide temporanee mediterranee, vere e proprie riserve di biodiversita' che ospitano specie minacciate, endemiche o rare.
AMBIENTE: BOCCHE BONIFACIO, UN BRACCIO DI MARE DA DIFENDERE
Lo Stretto delle Bocche di Bonifacio e' il braccio di mare tra la Sardegna (capo Testa e Punta Falcone) e la Corsica (capo Pertusato), che racchiude una miniera di risorse dal punto di vista ambientale, dai delfini agli uccelli marini. E' qui che nascera' il parco marino transfrontaliero, per il quale e' stato firmato un accordo fra il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e il suo omologo francese Jean Louis Borloo. Nel testo e' stato inserito anche un punto che sancisce, d'intesa con l'Organizzazione marittima internazionale (OMI), il divieto assoluto di transito nello specchio di mare di imbarcazioni contenenti sostanze pericolose.
Una delle minacce per quest'area infatti e' quella dell'inquinamento provocato dalle navi, un problema al centro del progetto ''Sos Bocche di Bonifacio'' del gruppo di oceanografia operativa dell'Iamc-Cnr di Oristano, in collaborazione con Guardia costiera e Capitaneria di porto dell'Arcipelago della Maddalena e finanziato dal ministero dell'Ambiente. Obiettivo dell'iniziativa e' quella di realizzare un sistema di previsione e monitoraggio innovativo della circolazione marina, per la gestione delle emergenze ambientali dovute ad eventuali versamenti in mare di idrocarburi. ''Per il suo status giuridico di stretto internazionale - spiega Roberto Sorgente, responsabile scientifico di ''Sos Bocche di Bonifacio'' sul sito internet del progetto - lo stretto viene attraversato ogni anno da migliaia di navi, in particolare da quelle che trasportano carichi pericolosi ed inquinanti''. Tra queste ci sono anche mezzi troppo vecchi o non dotati del doppio scafo o di una tecnologia equivalente. Navigare in quest'area non e' facile, considerando i forti venti di maestrale e ponente, le coste frastagliate, bassi fondali, ma anche la presenza delle isole dell'Arcipelago di La Maddalena (Sardegna) e di Lavezzi e Cavallo (Corsica), oltre a numerose secche e scogli. Questi fattori secondo l'esperto rendono quest'area ''altamente vulnerabile'', quindi ad elevato rischio di inquinamento marino da idrocarburi e sostanze tossico-nocive. Il progetto ''Sos Bocche di Bonifacio'', partito l'anno scorso, punta ad agevolare e rendere piu' rapida la pianificazione e il coordinamento delle operazioni di intervento in caso di inquinamento marino. Nello specifico, spiega il sito internet del progetto, si tratta di un sistema di monitoraggio e di previsione della circolazione marina in ambiente costiero che permette di ottenere simulazioni in tempo reale sullo spostamento di una macchia di petrolio in mare e previsioni sulla sua diffusione fino ad un massimo di 72 ore. Tutto questo considerando l'azione del vento e delle correnti marine e i principali processi chimico-fisici a cui sono soggetti gli idrocarburi. Un altro scopo di ''Sos Bocche di Bonifacio'' e' quello di realizzare ''scenari e mappe di rischio'' per individuare rapidamente le strategie di intervento piu' adatte, vista la grande variabilita' degli eventi possibili da adottare durante l'emergenza ambientale. La rapidita' di intervento in questi casi e' piu' che mai un fattore essenziale per evitare che un rischio di inquinamento possa diventare reale e, in caso di inquinamento effettivo, possa diventare una seria minaccia per l'area costiera. L'obiettivo principale e' quindi la prevenzione, ma anche la limitazione dei danni, la conservazione delle risorse marine, delle coste e in particolare delle zone piu' vulnerabili e di grande valore ambientale tipiche di questa zona.













