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Emissioni C02, la riduzione in Usa è dipesa dalla crisi

Calo grazie alla recessione e non al boom gas naturale

22 luglio, 12:06

La riduzione delle emissioni di CO2 negli Stati Uniti, -11% tra il 2007 e il 2013 - si deve alla crisi economica e non all'uso di fonti alternative al carbone. È quanto sostengono i ricercatori delle università della California e del Maryland, secondo cui per il calo dell'anidride carbonica immessa in atmosfera c'è da ringraziare la recessione.

Da più parti si era ipotizzato che la contrazione delle emissioni riflettesse il passaggio al gas naturale, che produce la metà della CO2 per unità di energia rispetto al carbone e che negli Usa è diventato economico grazie al boom del fracking, la fratturazione idraulica del sottosuolo.

A confutare l'ipotesi interviene un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, in cui si traccia un'analisi economica di uso dell'energia, produzione di beni, emissioni e domanda dei consumatori tra il 1997 e il 2013.

Risultato: a fare la differenza, nel calo delle emissioni, sono stati il cambiamento della domanda dei consumatori e il crollo della produzione industriale tra il 2007 e il 2013.

"Il gas naturale ha giocato un ruolo minore nella decrescita delle emissioni, i veri eroi sono la riduzione dei consumi e un uso più efficiente dell'energia", spiega il coautore della ricerca Steven Davis. Il cambiamento del mix energetico, infatti, ha contribuito al calo per appena il 18%.

I ricercatori sottolineano l'urgenza di nuove politiche per limitare la CO2 ora che l'economia americana è in fase di ripresa. Nel 2013 e 2014, infatti, le emissioni sono tornate a salire. Fare affidamento sul gas naturale, concludono, è "un pio desiderio". (ANSA).

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