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Expo: Fondazione Usa, agricoltura biotech contro fame mondo

IFIC, nessuna risultanza su pericolosità Ogm, serve informazione

20 maggio, 16:48

Sugli Ogm ci sono troppi equivoci e troppe imprecisioni a partire da teorie scientifiche dimostratesi erronee, e tutto questo impedisce al cittadino di comprendere l'utilità delle biotecnologie per combattere la fame nel mondo e soprattutto che queste sono sicure per la salute. E' questo il messaggio che emerge dal convegno organizzato all'ambasciata degli Stati Uniti a Roma dall'International Food Information Council in occasione di Expo 2015.

"Circa il 90% del frumento e il 90% della soia coltivate oggi negli Stati Uniti sono biotech: funziona da anni, è poco costoso ed è sicuro per la salute, come attestano tutte le maggiori organizzazioni scientifiche - spiega all'ANSA Tony P. Hall, ambasciatore Usa presso la Fao fino al 2005 e direttore emerito di Alliance to End Hunger -. Noi mangiamo da anni Ogm e li diamo da mangiare al nostro bestiame. Inoltre gli Stati Uniti usano i prodotti dell'agricoltura biotech anche per nutrire nel mondo le popolazioni bisognose. E fino ad oggi, per quanto è dato sapere, non risultano malattie causate dagli Ogm".

Quasi il 90% degli scienziati Usa, rileva Hall, "si è pronunciato a favore dell'agricoltura biotech". Altro discorso per i cittadini Usa: "Se parliamo di sondaggi - aggiunge - la gente comune non dimostra lo stesso entusiasmo degli scienziati ma questo è dovuto per la massima parte a cattiva informazione".

"L'informazione è la chiave - ribadisce all'ANSA David B.

Schmidt, presidente e CEO della fondazione IFIC, che da 30 anni porta avanti campagne informative in Usa e internazionali sulle biotecnologie agricole -. La gente deve sapere che cosa l'agricoltura biotech consente di fare. Con essa possono crescere raccolti dove è già impossibile o lo sarà presto, a causa della mancanza di acqua o della crescente salinità del terreno". I cambiamenti climatici sono un fattore determinante: "L'agricoltura biotech - aggiunge Schmidt - ci consente oggi di affrontare questi cambiamenti con strumenti e conoscenze che prima non avevamo e così invece di portare cibo a chi ha fame possiamo metterli in grado di far crescere ciò di cui hanno bisogno". E questo è anche il messaggio che porta all'Expo italiano l'IFIC. "Gli esempi che portiamo in Italia sono quelli di sementi utilizzate con successo e senza problemi in cinque continenti. Questa - conclude Schmidt - non è teoria ma la pratica che ci può consentire di parlare di agricoltura biotech e di prendere decisioni sulla base di fatti e non paure o timori basati su idee sbagliate o teorie scientifiche non provate".

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