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Sos per salvare il pane d'Altamura

Parco nazionale dell'Alta Murgia, molti semi a rischio estinzione

28 maggio, 18:31
Pane d'Altamura Pane d'Altamura

 ''Salviamo il grano del miglior pane d'Italia, la pagnotta d'Altamura''. L'allarme su questo pane a denominazione d'origine protetta lo lancia il Parco nazionale dell'Alta Murgia che, in occasione della seconda edizione del Festival della ruralità - cinque giorni dedicati a 'Pane e vino' e all'agricoltura tradizionale - organizzato in collaborazione con Legambiente, presenta i primi risultati di una ricerca per scovare varietà di specie vegetali autoctone antiche ancora presenti e coltivate 'in purezza' dagli agricoltori della zona, attraverso un censimento a tappeto nelle aziende agricole.

''Le tante varietà di grano duro come il simeto, l'appulo, l'arcangelo, il duilio, materie prime che hanno costituito l'elemento base del pane d'Altamura - si spiega - l'unico in Italia ad avere ottenuto il marchio Dop dall'Europa. E poi lo storico grano Senatore Cappelli, dalle alte spighe, quello che falciava il duce nelle foto di propagande del Ventennio, ma anche il nascondiglio dei partigiani e dei fuggitivi in tempo di guerra''. Oppure ancora ''il cece nero di Cassano delle Murge; la lenticchia gigante d'Altamura, verde e saporita; il cece rosso di Gravina di Puglia; la cicerchia dell'Alta Murgia''. Si tratta di ''semi e sapori che rischiano di sparire per sempre dai nostri campi e dalle nostre tavole, spazzati via dall'industrializzazione crescente dell'agricoltura, perché 'poco produttivi' per l'industria del cibo, perché fuori taglia per le macchine agricole, perché non uniformi, o soprattutto, perché poco graditi alle multinazionali delle sementi Ogm''.

''Il parco - conclude Cesare Veronico, presidente del parco nazionale dell'Alta Murgia - ha fatto della difesa dell'agricoltura tradizionale una delle sue battaglie più importanti. Siamo il Parco rurale più grande d'Italia, il nostro meraviglioso territorio è segnato sia geograficamente che culturalmente dalle masserie fortificate e per questo abbiamo voluto creare un forte legame con le tante realtà agricole che presidiano il territorio".

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