A Trieste pescherecci a olio fritto
Sperimentati a fine 2012, lasciano solo odore di patatine fritte
10 maggio, 14:09TRIESTE - Come i francesi, per combattere il ''caro gasolio'' anche i pescherecci di Trieste potranno essere alimentati da olio esausto proveniente da scarti di frittura, trasformati in biodiesel.
Dopo uno studio finanziato dalla Regione Fvg nell'ambito delle intese di programma pesca e sperimentato negli ultimi mesi del 2012, alcuni pescatori si stanno preparando a diventare produttori e utilizzatori di biocarburanti provenienti da olii esausti prelevati da sagre, ristoranti, ittiturismi, trattorie e friggitorie della provincia. Con questi carburanti alternativi i motori non hanno avuto problemi, sono state ridotte le emissioni di gas e dagli scarichi - affermano i pescatori - esce solo un leggero odore di patatine fritte.
Il consumo annuo di carburante della flotta di pesca triestina si aggira attorno ai 400.000 litri; negli ultimi anni il costo del gasolio per la pesca e' passato da 0,39 euro/litro del 2009 a 0,80 del 2013. L'impianto per il trattamento chimico dell'olio usato ha un costo di circa 10.000 euro, e il risparmio per i pescatori viene valutato attorno ai 300.000 euro l'anno, visto che il costo del filtraggio e il procedimento chimico per la trasformazione in biodiesel non supera i 12 centesimi di euro al litro.
''Per contrastare l'aumento del prezzo del carburante ho voluto sperimentare di persona questo carburante innovativo - afferma Guido Doz, responsabile regionale dell'Agci pesca - partendo dagli scarti di olio che vengono prodotti principalmente dalle nostre sagre e ristoranti. Bisogna ancora verificare l'iter da affrontare con l'Agenzia delle Dogane di Trieste, ma credo non ci saranno problemi visto che i carburanti e lubrificanti per la pesca sono esenti da Iva e accise''.










