Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Clima > Clima: Durban, CO2 Pianeta a 33 mld tonnellate, 25% da Cina

Clima: Durban, CO2 Pianeta a 33 mld tonnellate, 25% da Cina

Clini, conferenza non risolvera' problemi, su tavoli fondo verde

01 dicembre, 19:47
(ANSA) - ROMA, 1 DIC - Le emissioni di CO2 del Pianeta sono arrivate a oltre 33 miliardi di tonnellate nel 2010, con la Cina responsabile di un quarto del totale (25%). Ed insieme alle emissioni degli Usa (19%) il 'peso' sale al 44%. Le cifre della CO2 mondiale sono state messe a punto dalla societa' energetica BP, mentre tutti i riflettori sono concentrati sul vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in corso fino al 9 dicembre a Durban, in Sudafrica.

La CO2 e' in aumento del 5,8% rispetto al 2009. La Cina ne immette in atmosfera 8,3 miliardi di tonnellate, 6,1 miliardi di tonnellate gli Stati Uniti. Eppure in quadro di aumenti, con il Brasile che compie il balzo piu' significativo (+11,4% di emissioni sull'anno precedente, Cina +10,4%, India +9,2%) si registrano anche delle diminuzioni rispetto al 2009: l'Australia segna un meno 8,2% e la Spagna meno 3,7%. Dopo gli Usa si posiziona l'Ue con il 13% delle emissioni totali (4,1 miliardi di tonnellate di CO2). India e Russia rappresentano entrambe il 5% delle emissioni totali (a quota 1,7 mld tnl); il Giappone (1,3 mld tnl, 4%) e la Germania (828 mln tnl, 3%); Corea del Sud (716 mln tnl), Canada (605 mln tnl), Arabia Saudita (563 mln tnl), Iran (558 mln tnl), Regno Unito (548 mln tnl). Ed ancora il Brasile (464 mln tnl CO2), Messico (447 mln tnl CO2), Italia (439 mln tnl CO2), Sudafrica (437 mln tnl CO2), Indonesia (424 mln tnl CO2), Francia (403 mln tnl CO2), Australia (367 mln tnl CO2), Spagna (334 mln tnl CO2), Taiwan (331 mln tnl CO2), Polonia (325 mln tnl CO2).

Secondo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ''Durban e' nella scia negativa di Copenaghen. Non credo - aggiunge - che risolveremo i problemi'' sul tavolo, che sono gli stessi di due anni fa. L'auspicio del ministro e' riuscire ''ad avere un'agenda per poterli esaminare nel corso dei prossimi due anni''. Per Clini ''si tratta di far convergere le strategie energetiche globali e gli investimenti sull'energia con gli obiettivi ambientali. Dobbiamo avere una strategia globale da qui ai prossimi trent'anni''.

Intanto dal vertice in Sudafrica il Wwf e l'Ecofys danno i voti all'Europa dicendo che ''non sta facendo abbastanza'' su clima ed energia rischiando ''una generale empasse sulle azioni a lungo termine'' (per il 2050). Per l'Italia la pagella e' negativa, da 'E' (su una scala che va da 'A' a 'G'), confermando ''la deludente media europea'': il nostro Paese - spiegano - ''non ha ancora una strategia globale sul clima per un'economia a basse emissioni di carbonio'' e potrebbe subire rallentamenti ''il piano d'azione nazionale per le energie rinnovabili e quello per l'efficienza''.

Infine, dopo l'attenzione dei primi giorni dedicata al prolungamento del protocollo di Kyoto (scade nel 2012 il primo periodo di applicazione) con la definizione delle diverse posizioni, ci si e' spostati a 'negoziare' sul Fondo verde per il clima (100 miliardi di dollari all'anno entro il 2020) che rimane ancora senza regole chiare per il funzionamento e la gestione. Il Fondo, nato per consentire una 'crescita' (soprattutto ai Paesi in Via di Sviluppo) a basso contenuto di carbonio, potrebbe diventare - secondo alcuni osservatori - il vero nodo da sbrogliare sui tavoli. (ANSA).

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati