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Aea, Ue continua taglio CO2 ma per 2030 serve di più

Italia solo in parte su rotta giusta target 2020

28 ottobre, 15:39
Aea, Ue continua taglio CO2 ma per 2030 serve di più Aea, Ue continua taglio CO2 ma per 2030 serve di più

L'Unione europea continua a tagliare le sue emissioni di CO2, ma per il 2030 serviranno "ulteriori sforzi a livello Ue e a livello nazionale". E' quanto afferma l'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), secondo cui nel 2013 l'Unione dei 28 ha registrato una riduzione dell'1,8% rispetto al 2012 e di questo passo dovrebbe arrivare ad un calo del 21% per il 2020 rispetto al 1990. L'Italia l'anno scorso nell'Ue si è piazzata al secondo posto per volume del calo delle emissioni di gas serra (-22,1 milioni di tonnellate di CO2, cioè -4,8% rispetto al 2012), superata solo dalla Spagna (-25,2 milioni di tonnellate di CO2, cioè -7,4% rispetto al 2012).

"La nostra analisi mostra che l'Europa è sulla buona strada per i suoi target del 2020" commenta Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'Aea. Pur contando l'impatto della recessione economica, per Bruyninckx "possiamo vedere che politiche e misure hanno funzionato e hanno giocato un ruolo chiave per il raggiungimento di questo risultato intermedio. Ma non c'è tempo per riposare sugli allori: le analisi evidenziano Paesi e settori dove i progressi sono stati più lenti del previsto".

Nel caso dell'Italia, rischia di non essere al passo per il target del 2020 nei settori non coperti dal mercato della CO2 (Ets), se non attua le misure progettate. Si parla di trasporti (ad eccezione di aviazione e trasporti marittimi), edilizia, agricoltura e rifiuti. L'Italia è fra i sei Paesi Ue che rischiano di non centrare il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra previsti per il periodo 2013-2020 nei settori non coperti dal mercato della CO2 (Ets), se non attua le misure progettate. Si parla di trasporti (ad eccezione di aviazione e trasporti marittimi), edilizia, agricoltura e rifiuti. L'avvertimento l'Aea è sulla base dei dati preliminari del 2013, secondo cui l'Italia, come Bulgaria, Lettonia, Lituania, Olanda e Slovenia, "sono solo in parte sulla rotta giusta, perché non rispetteranno i propri target 'Esd' per il 2020 a livello interno senza attuare le misure che erano ancora in fase di pianificazione nel 2012".

Ad avere le carte in regola per centrare il target Esd per il 2020 secondo l'Aea sono solo la metà degli Stati membri, mentre Germania, Polonia e Lussemburgo hanno già sforato i loro rispettivi target del 2013". Austria, Belgio, Finlandia, Irlanda e Spagna poi non risultano sulla buona strada per il 2020 senza nuove misure. In generale, le proiezioni elaborate dall'Aea per l'insieme degli Stati membri "mostrano una piccola o nessuna riduzione di emissioni nei settori di trasporti e agricoltura". L'Unione europea si è impegnata a tagliare complessivamente il 10% delle emissioni nei settori 'Esd' per il 2020, rispetto ai livelli del 2005. Questa riduzione, insieme a quella del 21% delle emissioni coperte dal mercato Ue della CO2 (Ets), centrerà l'obiettivo del 20% di riduzione delle emissioni di CO2 fissato dall'Ue per il 2020, rispetto al 1990.

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