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Onu, riscaldamento globale clima è colpa dell'Uomo

Rapporto Ipcc, temperature fino +4,8 gradi entro 2100

06 ottobre, 19:01
IL RISCALDAMENTO GLOBALE TINGER LA GROENLANDIA DI VERDE IL RISCALDAMENTO GLOBALE TINGER LA GROENLANDIA DI VERDE

ROMA - Il clima sta cambiando e lo sta facendo sempre più in fretta. Lo dimostrano le ondate di calore sempre più lunghe e frequenti, i ghiacciai che si riducono, il livello del mare che sale, lo smog che avvolge le città. Ed è colpa dell'uomo, che usa petrolio e altri combustibili fossili inquinando l'aria. Anche con uno stop immediato alla CO2 gli effetti sono destinati a protrarsi per molti secoli. Come anche eventi meteo sempre più estremi aumenteranno senza interventi massivi da attuare quanto prima. Siamo al punto di non ritorno, dicono gli ambientalisti.

Sono praticamente azzerati gli spazi di dubbio per gli scettici sul riscaldamento globale della Terra dopo che gli esperti del Comitato intergovernativo dell'Onu sui cambiamenti climatici (Ipcc) hanno dato oggi, a Stoccolma, via libera alla 'Sintesi per i decisori politici' del V Rapporto sui cambiamenti climatici. Una 'guida' di 36 pagine (a cui seguirà il rapporto in tre volumi nel 2014) che, a sei anni dal precedente Rapporto, si basa su migliaia di dati scientifici, tabelle e comparazioni. E che avverte i governi che urge cambiare registro, virando verso energie verdi, più pulite.

Gli ultimi tre decenni sono stati uno più caldo dell'altro dal 1850, la concentrazione di CO2 nell'atmosfera è cresciuta oltre il 20% rispetto al 1958 e di circa il 40% dal 1750 (epoca pre-industriale). Secondo gli esperti, "è probabile al 95-100%", cioè praticamente certo, che l'uso dei combustibili fossili e la deforestazione, "abbiano causato più della metà dell'aumento di temperatura osservato, che ha causato riscaldamento e acidificazione degli oceani, scioglimento dei ghiacci, innalzamento dei mari e l'intensificarsi di alcuni fenomeni estremi nella seconda metà del 20 secolo".

Gli esperti indicano quattro scenari da oggi sino al 2100, a seconda della quantità di emissioni di CO2. Nel peggiore dei casi, la 'febbre' della Terra dovrebbe aumentare di 4,8 gradi mentre il livello del mare potrebbe salire sino a 82 centimetri. Fenomeni che riguardano tutto il Pianeta, e tutti i suoi abitanti, cioè tutti noi. Solo un miliardo di persone vive e dipende dagli oceani, come fonte di sostentamento. Ma con una 'febbre' in aumento, il livello dei mari sta salendo e con tifoni, tornado e tsunami in aumento il rischio è che molte coste vengano sommerse.

Il commissario Ue per l'azione per il clima Connie Hedegaard assicura che "l'Europa continuerà a condurre la lotta contro il cambiamento climatico. Abbiamo una legislazione ambiziosa in atto. Stiamo riducendo notevolmente le nostre emissioni, espandendo le rinnovabili e risparmiando energia. E ci stiamo preparando per il passo successivo: obiettivi climatici ed energetici per il 2030 che la Commissione presenterà entro la fine dell'anno". "Il messaggio è chiarissimo. Ormai siamo in un'emergenza planetaria, al punto di non ritorno. Bisogna agire subito" è la conclusione di Mauro Albrizio direttore degli Affari Europei di Legambiente. Gli fanno eco il WWF, Greenpeace e i Verdi europei che chiedono tutti "un'azione immediata".

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