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Decarbonizzare economia sola via per salvare Artico

Greenpeace e Wwf, acidificazione mari minaccia ecosistemi marini

13 maggio, 18:51
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(Di Laura Giannoni)

ROMA - Decarbonizzare l'economia mettendo in atto da subito azioni concrete. E' questa l'unica strada per salvare l'Artico, che a causa dell'uomo si trova a fronteggiare non solo lo scioglimento dei ghiacciai causato dal riscaldamento globale, ma anche l'acidificazione delle sue acque, che mette a rischio gli ecosistemi marini. L'imperativo arriva da Greenpeace e Wwf dopo la pubblicazione, da parte del Programma di monitoraggio e controllo dell'Artico (Amap), di un nuovo studio sull'acidificazione del Mar Artico provocata dalle emissioni di Co2 e le sue conseguenze sulla fauna e l'uomo.

L'abbassamento del Ph riguarda tutti i mari del mondo, che ora sono del 30% piu' acidi rispetto all'inizio dell'era industriale. Ma il Ph sta diminuendo in modo piu' rapido nell'Artico, perche' le acque fredde assorbono una maggiore quantita' di CO2. Qui entra in gioco anche il riscaldamento del pianeta, che ''causa lo scioglimento del ghiaccio superficiale ed espone una superficie maggiore di oceano all'atmosfera, quindi velocizza il processo di scioglimento della Co2 in mare'', spiega il responsabile campagne di Greenpeace, Alessandro Gianni'.

A pagarne le conseguenze sono gli ecosistemi marini dell'Artico, che corrono il rischio di subire forti cambiamenti.

''L'abbassamento del Ph scioglie le strutture calcaree, quindi tutti gli organismi che hanno gusci calcarei, ad esempio i molluschi e i crostacei, devono consumare piu' energia per mantenere l'integrita' dei loro gusci. E' come se una persona fosse costretta continuamente a correre'', osserva Gianni'.

L'impatto potrebbe riguardare anche i pesci allo stadio larvale e, ''a cascata, potrebbe essere su tutta la catena alimentare'', avverte Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf. Sull'orso bianco e sulla foca, ad esempio, ma anche sugli stock ittici, provocando ricadute economiche. E non solo: ''le comunita' che vivono intorno all'artico, come Inuit e Sami, potrebbero trovarsi in serie difficolta' nell'approvvigionamento di cibo'', dice Midulla.

Stando allo studio, se anche le emissioni di CO2 si fermassero ora, servirebbero comunque decine di migliaia di anni perche' l'acidita' dei mari possa tornare al livello preindustriale. ''E' vero che un danno lo abbiamo gia' fatto, e di questo dovremmo essere tutti consapevoli, ma e' anche vero che piu' tardi iniziamo a rimediare, piu' danno facciamo'', commenta Gianni', secondo cui ''le tecnologie per decarbonizzare l'economia ci sono, quel che manca e' la volonta'''.

''Dobbiamo azzerare la CO2 entro la meta' del secolo, la parabola discendente delle emissioni deve iniziare oggi'', sottolinea Midulla. ''Siamo in una finestra limitata di tempo in cui si puo' e si deve agire. Oggi siamo ancora in grado di evitare conseguenze catastrofiche''.

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