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Ogm: Shiva, 1500 brevetti in mano a multinazionali

30 novembre, 13:30
(ANSA) - MILANO, 30 NOV - ''Con 1500 brevetti in campo agroalimentare in mano a tre multinazionali non ci sara' piu' biodiversita'''. E' il grido d'allarme di Vandana Shiva, fondatrice e direttore di Navdanya nonche' ricercatrice presso Foundation for Science technology and natural resource policy (India) al terzo Forum internazione su cibo e nutrizione del Barilla Center for food and Nutrition (Bcfn), alla Bocconi. ''Se usiamo solo quattro colture, il mondo risultera' impoverito - ha detto l'attivista indiana - a fronte delle 8.500 varieta' con le quali abbiamo sempre mangiato. Serve democrazia alimentare che consenta alle persone di modellare il proprio regime alimentare e al pianeta di superare il fallimento del paradosso di avere 1 miliardo di sofferenti la fame insieme a un 1 miliardo di cittadini obesi o in sovrappeso''.

Le biotecnologie in agricoltura sono state introdotte, ha ricordato il diabetologo Camillo Ricordi moderatore dell'incontro, per far fronte ai cambiamenti climatici e allo sviluppo demografico, ma ''le politiche dei brevetti e dei controlli impongono costi elevati alla produzione, i brevetti possono limitare la ricerca di nuove soluzioni, sono stati evidenziati i limiti degli Ogm, e tre giganti controllano il 73% delle biotecnologie''.

''Perche' non si parla di piu' del miglio in Africa? Eppure questa tipologia di sementi ha permesso di superare diverse carestie'' ha chiesto Vandana Shiva, nel sottolineare che ''l'ingegneria genetica (Ogm) ci propone colture che resistono ai cambiamenti climatici e alle inondazioni. Le royalty non vengono pero' distribuite tra gli agricoltori degli Stati che non hanno piu' la liberta' di scegliere le sementi. E dopo 50 di colture intensive negli Usa ci sono infestanti sempre piu' resistenti, con una emergenza nascente legata ai superparassiti.

Preoccupano poi il fallimento degli alimenti nutritivi, come il 'riso d'oro' con vitamina E che doveva prevenire la cecita' ma occorreva mangiarne 3 kg al giorno per sperare in effetti positivi - denuncia. L'ingegneria genetica e' stata introdotta - ha affermato - perche' gli Stati Uniti non producono piu' 'in casa' neanche una scarpa, ma hanno un unico comparto con eccedenze: l'agricoltura. Occorre dunque ripensare le biotecnologie - ha concluso - e Navdanya propone sementi di proprieta' condivisa da tutti; mettere fine al sistema dei brevetti; valorizzare diete ricche di biodiversita' come quella mediterranea e ancor piu' quella indiana dove il coriandolo e il curry sono serbatoi di vitamina''.(ANSA)
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