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D'Angelis, da sottosegretario proseguo impegno settore acqua

Dopo nomina in governo Letta lasciato presidenza Publiacqua

13 maggio, 19:37
Erasmo D'Angelis Erasmo D'Angelis

FIRENZE - "Non lascio il settore, anzi raddoppio gli impegni: da sottosegretario continuerò a occuparmi degli investimenti in infrastrutture per acquedotti, fognature e depurazione, che in molte regioni hanno un arretrato di almeno 20 anni rispetto al resto dell'Europa e urgente bisogno di rilancio per garantire qualità in un servizio fondamentale e non inquinare fiumi e ambiente". Lo ha detto il sottosegretario alle infrastrutture Erasmo D'Angelis, in occasione dell'odierno cda di Publiacqua di cui oggi ha lasciato l'incarico di presidente dopo la nomina nel Governo Letta. "Sono state già annunciate - ha aggiunto D'Angelis - le prime pesantissime sanzioni europee per infrazione all'obbligo di depurazione degli scarichi civili per circa 350 milioni dal mese di giugno. L'obiettivo è di evitarle, almeno nelle Regioni come la Toscana, con cantieri aperti". Le funzione di D'Angelis in Publiacqua sono state delegate alla vicepresidente Caterina Ammendola, in attesa della nuova nomina del presidente che verrà decisa dai 49 Comuni proprietari dell'azienda e dall'assemblea dei soci.

"Lascio la più grande azienda pubblica regionale in ottime mani e soprattutto in buona salute - ha proseguito D'Angelis -. E' un'azienda sana, con tutti i conti in ordine, leader in Italia per gli investimenti: nei tre anni della mia presidenza e con l'ad Alberto Irace abbiamo investito la cifra record di circa 200 milioni di euro, affrontando emergenze continue, con 90.000 interventi l'anno per la Toscana centrale nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo. Abbiamo realizzato opere fondamentali per l'approvvigionamento idrico, inventando il sistema dei fontanelli: oggi sono 58 e vedono un boom di erogazione e risparmi economici e ambientali. Sono il nostro più grande spot per l'acqua pubblica del rubinetto in cui consumi negli ultimi 3 anni sono balzati dal 45% a circa il 60%. La mia più grande soddisfazione, però - conclude - sarà vedere finalmente l'Arno ripulito dalle fogne: accadrà tra circa un anno, a conclusione della più grande opera idrica in corso in Italia. Non è stato semplice per noi far ripartire il cantiere dell'emissario in riva sinistra di Firenze nel 2010 dal costo di 70,1 milioni di euro. Era bloccato da 9 anni e ci siamo assunti enormi responsabilità anche personali, sapendo che si tratta di una infrastruttura che chiuderà un'epoca per Firenze che vede ancora metà città scaricare reflui nel fiume dal Medioevo".

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