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Senatori Pd, mozione contro dissesto idrogeologico

No a nuovi condoni edilizi

02 maggio, 20:38
Mozione senatori Pd contro dissesto idrogeologico Mozione senatori Pd contro dissesto idrogeologico

ROMA - No a nuovi condoni edilizi, un piano straordinario di manutenzione del territorio finanziato in deroga al patto di stabilita' e attuato anche impiegando i cassintegrati insieme con gli agricoltori, riforma della governance per rendere operative le autorita' di bacino e piu' efficace l'opera della Protezione civile, attuazione delle direttive comunitarie in materia di corsi d'acqua ed alluvioni, stop ad interventi d'emergenza e di sola ''difesa passiva'' come gli argini, ma adozione di un'ottica integrata di prevenzione e difesa del suolo, assicurazione contro le calamita' naturali anche per i privati. Sono queste le principali ricette contro i danni da alluvioni e contro il dissesto idrogeologico contenute in una mozione al governo, presentata dal presidente del gruppo Pd al Senato Luigi Zanda e sottoscritta dai senatori democratici Stefano Vaccari, Massimo Caleo, Vito Vattuone, Franco Mirabelli, Pasquale Sollo, Laura Puppato e Cecilia Guerra.

''In Italia - spiegano i senatori Pd - il rischio di frane e di alluvioni riguarda tutto il territorio nazionale, con l'89 per cento dei comuni soggetti a rischio idrogeologico e 5,8 milioni di persone sotto costante minaccia. il Paese e' fortemente antropizzato, con una densita' media pari a 189 abitanti per chilometro quadrato contro i 118 della media europea, ma il consumo di suolo e' cresciuto al ritmo impressionante di 244 mila ettari di nuovo territorio 'mangiato' ogni anno da cemento ed asfalto''.

''Le scarse risorse disponibili vengono impegnate piu' per far fronte all'emergenza alluvioni e dissesto, che per la prevenzione, in un'ottica di intervento ex post che non e' piu' efficace ne' sostenibile. E' per questo che chiediamo al governo di cambiare prospettiva. E' necessario aderire alla strategia europea in materia di difesa del suolo, che si fonda sul cambiamento del modello di sviluppo attraverso scelte di destinazione d'uso del territorio, sulla ricostruzione ecologica dei corsi d'acqua, sull'agricoltura come presidio del territorio, sull'analisi economica dei processi decisionali, sulle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e sulla partecipazione dei cittadini'', proseguono. ''Si possono sperimentare forme di manutenzione costante, per esempio impiegando i cassintegrati insieme con gli agricoltori. Bisogna riconoscere - concludono i senatori del Pd - il valore strategico dell'agricoltura per la tutela del territorio e predisporre un piano straordinario di manutenzione diffusa del territorio e dei corsi d'acqua che coinvolga le autonomie locali e che avrebbe anche ricadute occupazionali''.

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