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Acqua in bottiglia, business da 2,25 mld euro

Rapporto Legambiente-Altreconomia, enorme impatto ambientale

21 marzo, 19:39
ROMA - ''C'e' un vero e proprio business dentro una bottiglia d'acqua''. Un affaire ''da 2,25 miliardi di euro'' che riguarda ''168 societa' per 304 diverse marche commerciali''. A dirlo Legambiente e Altreconomia con il rapporto 'Acqua in bottiglia', presentato in occasione della Giornata mondiale dell'acqua che si celebra il 22 marzo.

Il dossier, osservano Legambiente e Altreconomia, ''svela tutte le pecche di un vizio tutto italiano'', parla di ''business miliardari con introiti enormi per le aziende e scarsissimi ritorni per le Regioni'' e di un ''enorme impatto ambientale e alti costi per i consumatori''.

Secondo il rapporto di Legambiente e Altreconomia questo business ha anche ''enormi impatti ambientali'' come, per esempio, ''l'uso di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, che determinano l'immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2''. E ''solo un terzo delle bottiglie viene riciclato''.

Si tratta, dicono, di ''un'abitudine tutta italiana di preferire l'acqua in bottiglia a quella del rubinetto innesca un meccanismo economico che porta immensi guadagni alle aziende imbottigliatrici e un'enorme consumo di risorse per il Paese''.

Nel 2011 i consumi di acqua sono ''aumentati rispetto all'anno precedente, passando da 186 a 188 litri per abitante all'anno''; numeri che confermano ''il primato europeo del nostro Paese per i consumi di acque minerali''.

''L'affare delle acque in bottiglia continua ad essere molto vantaggioso per le societa' - osserva il rapporto - I canoni richiesti dalle regioni per le concessioni sono, in molti casi, risibili''. Su questo, Legambiente e Altreconomia dividono regioni e province autonome in promosse e bocciate: l'unica Regione promossa e' pero' il Lazio che prevede un triplo canone; sono promosse con riserva 10 Regioni (Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto e Provincia autonoma di Trento); 4 regioni rimandate (Basilicata, Campania, Piemonte, Abruzzo); sono bocciate la Provincia autonoma di Bolzano, l'Emilia Romagna, la Liguria, il Molise, la Puglia e la Sardegna.

Infine, si chiede di mettere in campo ''una forte azione per aumentare la fiducia nell'acqua di rubinetto, promuoverne la diffusione, attraverso campagne di sensibilizzazione dei cittadini e nelle scuole, oltre alla distribuzione delle 'etichette dell'acqua potabile'''.

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