Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Acqua > Top news > Federutility, modifiche ad Ato portano chiarezza

Federutility, modifiche ad Ato portano chiarezza

Spaziani, interventi depurazione dipendono anche da tariffa

17 gennaio, 20:41
Acquedotto Acquedotto

ROMA - Norme che portano ''chiarezza''. Cosi' il direttore generale di Federutility, Adolfo Spaziani, parla dell'abolizione degli Ambiti territoriali ottimali (Ato), operativa dal 31 dicembre 2012, e per la quale ogni regione ha dovuto provvedere individuando soluzioni alternative. Per quanto riguarda invece la depurazione, che vede l'Italia sotto scacco per via di una condanna dell'Unione europea, molti degli interventi - spiega Spaziani - dipendono anche dal nuovo sistema tariffario.

Sugli Ato, osserva il direttore di Federutility, ''il problema, come avevamo preannunciato, e' che sono stati adottati modelli diversi a seconda delle regioni, e non tutte le allocazioni vengono effettuate con la stessa efficacia''; anche perche' ''non sempre l'allocazione coincide con quanto ha in mente il gestore, anche se le modifiche apportano chiarezza nel rapporto tra gestori e Ato''. Il compito principale degli Ato e' ''quello di fare gli investimenti e controllare che questi vengano effettuati; cosa che viene anche chiarita da un emendamento al decreto Sviluppo''.

Per la depurazione ''l'elemento fondamentale e' il finanziamento delle opere nonche' la tempistica'', dal momento che ''sui depuratori si solleva da qualche tempo dell'ostilita'''. La parte relativa ai finanziamenti, rileva, ''dipendera' da come l'Authority intende risolvere la questione della nuova tariffazione'' (in sintesi, il gestore finanzia le opere che poi vengono ripagate in tariffa). Certo e' che ''chi puo' usufruire di finanziamenti europei e non lo sta facendo ha un attaggiamento inaccettabile sotto tutti i punti di vista''.

Le risorse, infatti, ''sono poche, e quelle poche vanno spese al meglio''.

Infine, Spaziani dice che ''le cose pero' non possono continuare cosi': per tutto il ciclo idrico servirebbero 100-120 miliardi in 30 anni per stare almeno in linea con i Paesi Ocse, cioe' il doppio di quanti ne vengono pianificati (2,5 miliardi); ora viaggiamo al ritmo di 1 miliardo di investimenti all'anno''.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA