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Acqua: 'Blue economy' puo' dare da 160.000 posti in su

D'Angelis (Publiacqua) stima nuova occupazione in nuovo saggio

05 novembre, 17:18
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FIRENZE - ''La 'blue economy' comprende tutto il ciclo dell'acqua, acquedotti, fognature depurazione, ma anche frane e alluvioni. Quindi, metterci in sicurezza da bombe d'acqua e frane, e depurare le acque dei nostri fiumi, laghi, puo' dare occupazione da 160.000 a 500.000 nuovi posti, per 'riparare' il nostro Paese, fare manutenzione''. E' quanto sostiene il presidente di Publiacqua spa, Erasmo D'Angelis, autore con Alberto Irace del libro 'Come riparare l'Italia. Rilanciare l'economia e salvare il territorio con la Blue Economy' (Dalai editore), con un intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
D'Angelis ha proseguito che ''c'e' una parte di 'blue economy' a costo zero per lo Stato che riguarda acquedotti, fognature e riparazione, sostenibile con la tariffa e senza che Stato, Comuni e Regioni mettano un euro. Poi per contrastare il dissesto idrogeologico servono oltre 40 miliardi di investimento: oggi siamo a zero risorse, non possiamo andare avanti cosi'''. ''Potremmo far si' che la tassa di bonifica possa essere finalizzata a pagare la riparazione e la manutenzione del territorio'', ha detto anche D'Angelis rilevando che ''in Europa e nel mondo il sistema degli investimenti nel settore e' a tariffa, cioe' pagano le famiglie, anche se ora noi dobbiamo pensare a tariffe sostenibili, come in Piemonte, unica regione italiana che ha in tariffa un 8% che va nella riduzione del dissesto idrogeologico''.
Il libro, presentato a margine di un convegno di Federutility a Firenze, prende le mosse dalla cruda analisi dello stato ambientale dell'Italia: sono in dissesto idrogeologico 6.633 Comuni (l'82% del totale), 15 italiani su cento sono privi di fognature e 30 su cento sono senza depurazione dei reflui, per non dire di mare, fiumi e laghi inquinati e di milioni di rubinetti a secco soprattutto al Sud.

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