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Acqua: Italia scopre consumo 'razionale',meno 20% in 10 anni

Rapporto Ispra su qualita' ambiente urbano,ok depurazione citta'

02 ottobre, 17:43
(ANSA) - ROMA, 2 OTT - L'Italia scopre di essere piu' virtuosa nel consumo di acqua. Con la curva dei consumi in discesa, una maggiore 'razionalita'' nell'uso di acqua, fa registrare un meno 20% in 10 anni (periodo 2000-2010), con la quota pro-capite per l'uso domestico che si attesta a 66,7 metri cubi in 116 capoluoghi. A scattare la fotografia ci pensa l'ultimo rapporto sulla 'Qualita' dell'ambiente urbano' dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

L'analisi - che si concentra principalmente su 51 comuni capoluogo - prende in esame anche il corretto funzionamento e la gestione della rete fognaria e di distribuzione, la depurazione delle acque, e i fabbisogni diversi idrici. Una risorsa, quella idrica, spiegano dall'Ispra, che deve pero' anche fare i conti con lo scarsita', cosa che ha portato tra l'altro 7 citta' (delle 51 prese in esame) ad applicare nel 2010 ''misure di razionalizzazione nell'erogazione per uso domestico''. I maggiori consumi si registrano a Monza, seguita da Roma, Milano, Catania, Bergamo, Messina e Torino; mentre la citta' che ha consumato meno risulta Arezzo, seguita da Andria, Foggia, Prato, Forli', Reggio Emilia e Brindisi. La piu' alta riduzione dei consumi (al 2010 rispetto al 2000) si ha a Potenza (-36,6%), seguita da Torino (-29,6%), Piacenza (-26,8%), Novara (-26,6%), Genova (-26,0%), Parma (-25,2%) e Napoli (-21,4%). Il maggior aumento si osserva invece a Messina (+17,2%) seguita da Sassari (+12,4%), Reggio Calabria (+7,7%) e Palermo (+4,6%). Il razionamento dell'acqua tocca soprattutto il Meridione: in Campania a Salerno, in Sicilia a Messina e in Puglia a Foggia, Bari, Taranto, Brindisi e Andria.

Per quanto riguarda i sistemi di depurazione gli ambienti urbani - spiega il report - presentano differenti schemi fognari che riflettono ''le caratteristiche del tessuto urbano e che non possono prescindere dalla consistenza del carico organico prodotto e della sensibilita' delle aree''. In ogni caso arrivano - secondo gli esperti dell'Istituto - buone notizie ''sia per i sistemi di depurazione legati ai reflui civili'' che per quelli ''industriali''. I dati mettono in evidenza che ''nella maggior parte delle citta' i reflui sono collettati al depuratore per oltre il 90%, mentre la restante quota e' convogliata quasi per intero a sistemi individuali di trattamento: ne consegue che la maggior parte delle città osservate hanno alti livelli di trattamento''. La percentuale di acque reflue prodotte ''convogliate in rete fognaria e depurate risulta piuttosto elevata in gran parte delle citta' prese in esame''. Gli scarichi sono risultati conformi alle norme di emissione in oltre 83% delle citta' esaminate. Nelle citta' censite non sembra esserci stato un peggioramento per quanto riguarda le perdite di rete negli ultimi anni. (ANSA).

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