Spaziani (Federutility), Italia non investe uso corretto acqua
'Paese non dovrebbe soffrire, integrare le riserve'
25 agosto, 19:55(ANSA) - ROMA, 25 AGO - Un Paese con le caratteristiche morfologiche dell'Italia non dovrebbe soffrire la siccita'.
Eppure ogni anno il fenomeno si ripete, essenzialmente, per mancanza di investimenti nella corretta gestione dell'acqua.
Difficile dar torto al direttore generale di Federutility (la Federazione che raccoglie le utilities locali) Adolfo Spaziani che, parlando con l'ANSA, racconta delle 'problematiche tutte italiane' che in questi giorni di allarme siccita' stanno causando non poche difficolta' ad alcune regioni, come Lombardia, Triveneto, e alcune zone del sud.
A sentire Spaziani, tra l'altro, l'arrivo di qualche temporale nel fine settimana non spostera' la situazione dal pericolo di rimanere a 'secco'. ''In un Paese come l'Italia - afferma infatti - dire che possa sorgere un problema di siccita' soprattutto per mancanza di politiche adeguate e' quantomeno drammatico. Siamo un Paese che non ha investito sull'uso della risorsa idrica''. Questo, osserva Spaziani, dovrebbe condurre a ''una riflessione su quello che c'e' da fare per il futuro'', e cioe' gli ''investimenti''; serve insomma ''mettere a punto una politica per un uso corretto dell'acqua'' e poi spendere in ''investimenti''. Altrimenti, avverte il direttore di Federutility, ''passiamo le estati a parlare di siccita' e l'autunno a parlare di frane e alluvioni''.
L'allarme per la mancanza d'acqua di alcune aree del nostro Paese, ancora ''gestibile - spiega Spaziani - potrebbe diventare pericoloso se non si prendono le dovute precauzioni. Ma il vero problema - rileva venendo al punto strutturale della questione - e' che il sistema e' un po' fragile, in particolare perche' le fonti di approvvigionamento non hanno riserve''. Per questo motivo Spaziani rivolge un suggerimento relativo agli investimenti dicendo che sarebbe il caso di guardare ''non solo ai consumi ma anche sulle riserve''. E in caso di emergenza, va anche bene - aggiunge - che le aziende, come ha fatto la A2A nel bresciano, rilascino alcune quantita' d'acqua. Il nodo da sciogliere e' pero' che ''quei sistemi vanno gestiti in modo integrato, ripartendo da una logica comunitaria''. (ANSA).









