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Acqua: Federutiliy, svolta per tariffe

Presidente Bazzano, su remunerazione si segua normativa Ue

27 luglio, 14:28
(archivio) (archivio)

(ANSA) - ROMA, 14 LUG - ''E' un momento di svolta per la regolazione e le tariffe. Speriamo che si applichino appieno i principi europei''. Cosi' il presidente di Federutility (la Federazione che riunisce i gestori dei servizi pubblici), Roberto Bazzano, sulle indicazioni contenute nel documento di consultazione pubblica lanciato dall'Authority per l'energia elettrica e il gas relativo ai servizi idrici. Per quanto riguarda le tariffe transitorie (indicate dall'Autorita' in attesa di ulteriori dati e analisi), Bazzano si augura che ''i valori siano tali da non spaventare gli investitori e che rispetto alla situazione attuale non ci siano arretramenti''. Inoltre, osserva il presidente di Federutility, bisogna ''stare attenti alla metodologia usata'' perche' quello che ''in teoria puo' andar bene'' potrebbe invece creare ''problemi per le piccole e medie'' aziende. Insomma, dal nuovo quadro che potrebbe crearsi ''non ci si dovrebbe attendere discontinuita' in peggio''. Il vero nodo, secondo Bazzano, e' pero' ''riuscire a capire in che modo il settore possa attirare capitali''; servirebbero infatti ''65 miliardi in 30 anni senza tenere conto dei costi ambientali e di ripristino idrico'' ma - avverte - ''il pubblico puo' arrivare al 10%, al resto deve pensare il mercato finanziario'', il quale pero' ''fa calcoli molto precisi'' sul ''rapporto benefici-rischi''. Bazzano propone per far arrivare questi capitali ''una specie di agevolazione, che potrebbe essere rintracciata, per esempio, nei Fondi di rotazione, in modo da avere un effetto leva''. In questo periodo, tra l'altro, rileva Bazzano, ''le nostre aziende, che sono quasi tutte multiutility, hanno grandi difficolta' nella richiesta di mutui per fare investimenti nel settore dell'acqua''. A tal proposito viene posta sul tavolo una ''chiave di lettura'' che lo stesso Bazzano definisce ''pragmatica'' rispetto alla remunerazione del capitale investito (che riguardava uno dei quesiti del referendum, poi abrogato e relativo al 7% della tariffa): ''In questo contesto - dice il presidente di Federutility - l'unico riferimento che rimane valido e' la normativa europea'', dove si parla di ''remunerazione di capitale investito 'tout court'''. La soluzione sta infatti nel vedere le cose in modo, appunto, ''pragmatico: da un punto di vista anche pratico - conclude - i soldi delle aziende per gli investimenti sono prestiti delle banche, quindi stiamo parlando di remunerare i capitali delle banche''.

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