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Aumentano tariffe servizio, l'acqua costa 355 euro anno

Più 6,6% sul 2013,Firenze la più cara;reti colabrodo fino al 60%

20 marzo, 09:22
Acqua: Cittadinanzattiva, crescono tariffe e reti colabrodo Acqua: Cittadinanzattiva, crescono tariffe e reti colabrodo

Italia, Paese dalle reti idriche 'colabrodo' e da tariffe per l'acqua che continuano a crescere. Aumentano le tariffe del servizio idrico integrato: l'acqua costa il 6,6% in più rispetto al 2013 e il 52,3% in più rispetto al 2007; una famiglia italiana ha speso nel 2014 in media 355 euro all'anno, con un picco che spetta a Firenze come città più cara con 563 euro. Questa la fotografia scattata dal report, sui costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014, realizzato dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva e presentato in occasione della Giornata mondiale dell'acqua (che si celebra il 22 marzo).

Dall'analisi emerge anche che le reti del nostro Paese sono come un 'colabrodo': una dispersione che arriva fino al 60% in casi come quello della Calabria e del Lazio; il che, tradotto, significa che per avere 40 litri d'acqua si devono immettere in rete 100 litri, lasciando che altri 60 litri si perdano nei tubi. Va male anche in Basilicata dove le perdite arrivano al 58% e in Abruzzo (53%), in Sicilia (49%) e in Campania (46%). Le regioni meno 'sprecone' sono la Valle d'Aosta (20%) e il Trentino Alto Adige (26%). In media però l'Italia perde il 37% delle proprie risorse idriche acqua nel suo viaggio lungo gli acquedotti, con un aumento del 3% rispetto al 2013. Cittadinanzattiva mette poi in rilievo anche i "disservizi", catalogandoli in base alle aree geografiche, a cominciare dal "caso dell'arsenico nell'acqua in alcuni quartieri di Roma nord" e "il superamento dei limiti" sempre di "arsenico e fluoro" nei comuni in provincia di Viterbo, o il caso di richiesta di pagamento di alcuni conguagli tariffari, in diverse parti del Paese, riferiti ad anni precedenti.

"E' necessario - spiega la responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, Tina Napoli - nell'ambito dei servizi idrici garantire a tutti l'accessibilità e la qualità del servizio e ridurre la dispersione idrica".

Oltre a Firenze, il podio delle città più care è occupato da altre due toscane: a Prato e Pistoia il costo dell'acqua è 563 euro all'anno; a seguire Grosseto e Siena (562 euro). Mentre la meno cara è Isernia, dove si spendono 120 euro all'anno; al secondo posto c'è Milano con 136 euro (con un aumento dell'8,7%). Le regioni centrali si caratterizzano per tariffe più alte con una media di 468 euro all'anno. Il primato alla Toscana, con sette delle prime dieci città più care: qui, la spesa media in un anno è di 526 euro, con un incremento del 5,6% rispetto al 2013. Il Molise è invece la regione in cui si spende di meno. Tra le altre regioni centrali, l'Umbria con 439 euro e una variazione del 4,3%. Più virtuose le regioni del nord. I maggiori incrementi rispetto all'anno precedente si registrano a Latina e Cuneo (più 17%). La tariffa più alta per il servizio di acquedotto è applicata a Reggio Calabria (355 euro), oltre 39 volte superiore a quella di Aosta (9 euro). Depurazione e fognatura costano di più a Carrara (298 euro), sei volte quanto costa a Cremona (49 euro). La quota fissa più elevata spetta a Gorizia (99 euro), 28 volte superiore a quella di Milano (3,50 euro).

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