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Consulta: servizio idrico, poteri a Province Trento e Bolzano

Stop a decreto,Stato non poteva attribuirli ad Authority energia

21 maggio, 16:07
Il presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri in una foto d'archivio Il presidente della Corte Costituzionale Gaetano Silvestri in una foto d'archivio

ROMA  - Lo Stato non può attribuire poteri, compiti e funzioni all'Autorità per l'energia, in relazione al servizio idrico, nei confronti delle Province autonome di Trento e di Bolzano. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale nella sentenza 137, relatore il giudice Giuseppe Tesauro, depositata oggi. La Corte, infatti, ha accolto il ricorso per conflitto d'attribuzione tra poteri presentato dalla Provincia autonoma di Trento nei confronti dello Stato in relazione all'art. 3, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 luglio 2012, norma sulla individuazione delle funzioni dell'Autorità per l'energia attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici.

Lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige - spiega infatti la Sentenza - attribuisce alla Provincia autonoma di Trento competenza legislativa primaria in materia di acquedotti e lavori pubblici di interesse provinciale, assunzione e gestione di servizi pubblici, urbanistica e opere idrauliche, utilizzazione delle acque pubbliche, igiene e sanità. Sulla base di queste norme, la Consulta ha riconosciuto fin dal 1994 (sentenza n. 412) l'esistenza di una competenza provinciale in materia di organizzazione del servizio idrico, nell'esercizio della quale la Provincia "ha delineato minuziosamente il quadro organizzatorio del servizio idrico integrato provinciale".

La norma impugnata attribuisce invece alla Autorità per l'energia una serie di compiti - definire i livelli minimi del servizio, predisporre convenzioni, predisporre e rivedere periodicamente il metodo tariffario, approvare le tariffe del servizio idrico integrato, adottare direttive per la trasparenza della contabilità - che "presuppongono un sistema territoriale e organizzativo del servizio". Sistema, argomenta la Corte, "che non trova riscontro nella Provincia autonoma di Trento e che costituiscono espressione di poteri regolatori anche in materia tariffaria, di vigilanza e sanzionatori che non possono ritenersi legittimamente esercitabili nei confronti delle Province autonome, sulla base delle richiamate competenze provinciali e di attuazione in tema di servizio idrico". La sentenza puntualizza che "gli effetti della pronuncia, fondandosi su motivi comuni ad entrambe le Province autonome, devono essere estesi anche alla Provincia autonoma di Bolzano".

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