Universita' Tuscia individua nuove falde potabili
Potrebbe essere la soluzione ad arsenico in rete
08 aprile, 18:45VITERBO - L'universita' della Tuscia ha trovato la soluzione al problema dell'acqua all'arsenico. Il tema affligge la stragrande maggioranza dei comuni della provincia di Viterbo e in questi ultimi anni e' stato al centro di polemiche, visto che l'ultima proroga dell'Ue e' scaduta lo scorso 31 dicembre obbligando i sindaci a emettere ordinanze di non potabilita', visto che dopo l'abbassamento a 10 microgrammi per litro non rientravano piu' nei limiti consentiti. In sostanza, questa la tesi, acqua priva di arsenico e fluoruri puo' essere captata nel sottosuolo in alcune aree specifiche. Il risultato e' stato raggiunto grazie a prelievi da varie falde acquifere: gli studiosi hanno visto che in alcune parti di terreno l'acqua e' potabile. Ci sono voluti circa tre anni di studi a livello idrogeologico, ma alla fine il professor Silvano Onofri, direttore del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell'ateneo viterbese, e il professor Vincenzo Piscopo, dello stesso dipartimento, hanno concluso uno studio i cui risultati per il territorio 'sono rivoluzionari'.
Nelle varie ere geografiche, spiega lo studio, si sono formate falde di terreno non inquinate: da qui le acque possono essere captate, a diverse quote, evitando di prelevare quelle con arsenico. Si potrebbe cosi' rinunciare all'uso dei dearsenificatori, per i quali sono stati stanziati decine di milioni di euro dalla Regione Lazio, i cui costi di gestione, una volta a regime, saranno di 4 milioni di euro l'anno, da caricare sulle bollette idriche.
I risultati dello studio verranno illustrati nello specifico giovedi' all'Universita' della Tuscia.










