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Consulta, pareri assemblea sindaci non vincola Ersi
Assessore Di Paolo, giudizio inatteso che da' maggiori poteri
02 aprile, 17:27
L'AQUILA - L'ente regionale per il servizio idrico integrato
(Ersi) e' obbligato a chiedere alle assemblee dei sindaci (Assi)
i pareri sugli atti e le scelte fondamentali inerenti il
servizio idrico integrato, ma essi poi non vincolano le scelte
finali dell'ente regionale. Lo afferma la Corte costituzionale
nella sentenza n.50 del 2013 che, accogliendo in parte il
ricorso presentato dal Governo, ha modificato la legge regionale
9/2011 nella parte in cui conferisce maggiori poteri all'ente
regionale, non vincolandolo alle risultanze dei pareri delle
assemblee dei sindaci.
Nella propria legge, la Regione volendo tutelare pienamente le specificita' del territorio, aveva previsto non solo come obbligatorio, ma anche come vincolante il parere dei sindaci componenti le Assi. La Corte ha invece riconosciuto una maggiore autonomia all'ente regionale, sostenendo che la volonta' delle singole Assi provinciali ha piena esplicitazione anche con il solo parere obbligatorio.
''Si tratta di un giudizio inatteso - afferma l'assessore ai Lavori pubblici Angelo Di Paolo - che da' maggiori poteri all'ente regionale, considerato che qualificando i pareri dei Comuni non solo come obbligatori ma anche come vincolanti si era inteso rispettare le prerogative che la legge nazionale riconosce agli enti locali. Questo fa si che la nuova Ersi venga ulteriormente rafforzata nel proprio ruolo di programmazione e controllo sul servizio idrico sull'intero territorio regionale''.
E' il caso di ricordare che la legge 9/2011 ha gia' avuto nell'estate scorsa, con le legge 34/2012, un'ulteriore modifica che ha reso invece piu' stringente il controllo sui soggetti gestori del servizio idrico. Anche su questo punto l'intervento normativo regionale e' pienamente in linea con quanto ha deciso la Corte costituzionale in materia di controlli sui soggetti gestori.
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Nella propria legge, la Regione volendo tutelare pienamente le specificita' del territorio, aveva previsto non solo come obbligatorio, ma anche come vincolante il parere dei sindaci componenti le Assi. La Corte ha invece riconosciuto una maggiore autonomia all'ente regionale, sostenendo che la volonta' delle singole Assi provinciali ha piena esplicitazione anche con il solo parere obbligatorio.
''Si tratta di un giudizio inatteso - afferma l'assessore ai Lavori pubblici Angelo Di Paolo - che da' maggiori poteri all'ente regionale, considerato che qualificando i pareri dei Comuni non solo come obbligatori ma anche come vincolanti si era inteso rispettare le prerogative che la legge nazionale riconosce agli enti locali. Questo fa si che la nuova Ersi venga ulteriormente rafforzata nel proprio ruolo di programmazione e controllo sul servizio idrico sull'intero territorio regionale''.
E' il caso di ricordare che la legge 9/2011 ha gia' avuto nell'estate scorsa, con le legge 34/2012, un'ulteriore modifica che ha reso invece piu' stringente il controllo sui soggetti gestori del servizio idrico. Anche su questo punto l'intervento normativo regionale e' pienamente in linea con quanto ha deciso la Corte costituzionale in materia di controlli sui soggetti gestori.










