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Caputi, sistema acqua Abruzzo appeso a filo

'Ersi ha eredita' 25 mln debiti,necessaria gestione industriale'

02 aprile, 14:43
Pierluigi Caputi (Archivio) Pierluigi Caputi (Archivio)

PESCARA - ''La situazione ormai e' tesa come un elastico che si sta per spezzare. O assistiamo ad un'inversione di tendenza o l'elastico si spezza. L'unico modo e' far acquisire ai gestori una capacita' di tipo industriale. Se cio' non avviene non c'e' altra soluzione''. Lo ha affermato il commissario per la gestione del Sistema Idrico Integrato in Abruzzo, Pierluigi Caputi, sottolineando che ''l'Ente regionale per il servizio idrico integrato (Ersi) nasce con 25 milioni di euro di debiti non suoi, a causa della grave situazione che eredita''.

Il punto della situazione sulla questione acqua in Abruzzo e' stato fatto in una conferenza stampa a Pescara, cui hanno partecipato, oltre a Caputi, i direttori degli Ato abruzzesi.

La situazione e' stata piu' volte definita ''gravissima''. Le relazioni rimesse a fine 2012 dai direttori degli Ato ai fini della costituzione dell'Ersi lasciano pochi dubbi: ''Gli Ato - rileva il commissario - sono in una situazione di gravissima impossibilita' a portare avanti le attivita' di competenza a causa dei mancati rimborsi e pagamenti da parte dei soggetti gestori. L'eventualita' di trovare soluzioni occasionali ad un problema strutturale non e' piu' possibile. La situazione e' divenuta oramai insostenibile''.

Stando al resoconto della struttura commissariale, le sei societa' di gestione, che presentano ''situazioni gestionali molto diverse'', sono accomunate da una serie di ''fattori negativi, come si evince dalle criticita' rilevate nei bilanci 2011, che risultano essere poco trasparenti ed affidabili, a causa di una situazione debitoria molto significativa, con rilevanti problemi di liquidita', e crediti a bilancio di cui si ha piu' di un dubbio sulla reale esigibilita'''.

In particolare, i debiti totali sono 300 milioni di euro, i crediti oltre 200 milioni e i ricavi totali oltre 145 milioni.

Nei bilanci, inoltre, sono ''impropriamente patrimonializzate le reti-beni demaniali per oltre 300 milioni di euro, ma come e' evidente sono inutilizzabili come garanzia per terzi''.

Tra le situazioni debitorie principali vi sono quella della Cam Spa, l'ente gestore del servizio nell'area marsicana, che ha debiti per 51 milioni di euro su ricavi di produzione pari a 19 milioni, della Ruzzo (area teramana), con 65 milioni su ricavi di 36 milioni, e dell'Aca (area pescarese e parte del Chietino e del Teramano), con 92 milioni du ricavi di 43 milioni.

Sottolineando che i ''Comuni, proprietari delle societa', devono avere la consapevolezza del punto di non ritorno cui si e' giunti'', Caputi ha parlato piu' volte della necessita', di una ''gestione industriale efficiente, ispirata all'equilibrio dei bilanci, con manager che abbiano quelle capacita' manageriali che un giro d'affari da 50 milioni di euro richiede''.

''Solo i Comuni - ha detto il commissario - possono intervenire per salvare le loro aziende, scegliendo un management idoneo e dando allo stesso indirizzi precisi. E' chiaro che non sono loro i decisori. E' dunque una problematica orizzontale di una decisione alta della politica che non puo' essere risolta solo da una parte''.

Caputi ha infine sottolineato che e' escluso un aumento delle tariffe per recuperare i soldi a spese dei cittadini. L'Ersi, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dall'assessore regionale al Servizio idrico integrato, Angelo Di Paolo, dovrebbe essere concretamente istituito entro maggio.

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