Allarme Oms per arsenico nell'acqua, emergenza nel Lazio
In provincia di Viterbo scattate ordinanze sindaci per stop uso
17 gennaio, 20:43ROMA - Un'esposizione prolungata all'arsenico tramite acqua potabile e cibo puo' causare cancro, lesioni cutanee, malattie cardiovascolari, danni al sistema nervoso e diabete. L'allarme arriva dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) e riguarda l'Italia da vicino, e in particolare il Lazio. Dal primo gennaio, infatti, i sindaci di alcune province di Viterbo hanno dovuto vietare l'uso potabile dell'acqua del rubinetto. Un provvedimento che colpisce una quarantina di comuni e quasi 300mila persone nella Tuscia.
Il contenuto di arsenico e fluoruro e' presente infatti in quantita' superiori ai limiti di legge, che sarebbero di 10 microgrammi al litro per l'arsenico e 1,5 microgrammi per il fluoruro. Una situazione che non e' certo una novita', visto che e' dal 2001 che regioni e territori chiedono deroghe alla legge.
Il problema e' che il termine concesso per la terza e ultima deroga e' scaduto il 31 dicembre 2012 e i lavori di adeguamento probabilmente non termineranno prima del 2014, dice Legambiente.
Cosi' dal primo gennaio sono scattate le ordinanze dei sindaci che, secondo le indicazioni dell'Istituto superiore di Sanita', vietano di bere l'acqua del rubinetto, di usarla per cucinare, lavarsi i denti e fare la doccia a persone con patologie cutanee.
Il Lazio, spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente ''e' l'unica regione che non e' riuscita a rientrare nei parametri stabiliti, non facendo investimenti per potabilizzatori. Anche le aziende alimentari ne saranno colpite.
E il problema non e' di facile risoluzione, visto che per molti interventi ancora non si e' proceduto al bando di appalto e la fine dei lavori e' prevista per il 2014''.
Il problema dell'arsenico nell'acqua in quantita' superiore ai limiti di legge ''riguarda in particolare la zona della provincia di Viterbo, visto che nei dieci anni scorsi, da quando cioe' il limite fissato dall'Oms e' stato abbassato da 50 a 10 milligrammi per litro, altre zone d'Italia, come Toscana, Lombardia e Trentino, hanno fatto interventi di dearsenificazione'' spiega l'ingegner Renato Drusiani, advisor per i servizi idrici di Federutility, precisando che il divieto riguarda ''solo l'acqua per usi potabili, pari normalmente al 5-10% di quella che si consuma al giorno''.
Gli effetti di un'esposizione prolungata da acqua e cibo si hanno dopo almeno 5 anni, e iniziano dalla pelle, con cambiamenti nella pigmentazione, lesioni cutanee su mani e piedi che possono essere precursori di un cancro alla cute.
L'allarme lanciato dall'Oms ''spiana definitivamente la strada ai risarcimenti in favore di quei cittadini che risiedono in comuni italiani nei quali il problema dell'arsenico nelle acque non e' stato ancora risolto'', afferma il Codacons, che pochi giorni fa ha lanciato il mega-ricorso al Tar del Lazio da parte dei residenti dei comuni dove l'acqua e' inquinata.










