D'Alema e Casini, comizio insieme e' prove d'intesa

'Bersani, Polo centro ci guarda con simpatia' ma leader Udc frena

27 maggio, 21:01
Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini (S) e Massimo D'Alema durante la conferenza stampa a sostegno del canditato alla presidenza della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari
Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini (S) e Massimo D'Alema durante la conferenza stampa a sostegno del canditato alla presidenza della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari
D'Alema e Casini, comizio insieme e' prove d'intesa

di Francesca Chiri

Il laboratorio Marche rilancia lo schema di una possibile alleanza tra Pd e Udc e sull'esperimento arriva anche il sostegno del segretario dei democrats, Pier Luigi Bersani. ''Noi facciamo una proposta molto larga, compatta e coesa. E c'e' anche la sensazione che l'elettorato del cosiddetto polo di centro stia guardando con simpatia le proposte del centrosinistra'' dice il leader del Pd che cita proprio il caso di Macerata dove Pier Ferdinando Casini chiude la campagna elettorale con Massimo D'Alema, in una citta' dove il candidato Udc e' appoggiato da tutto il centrosinistra, compresa Sel. ''Tutto e' modello, tutto e' esperimento, nulla e' definitivo'' si affretta tuttavia a precisare il leader dell'Udc che aggiunge: ''se forze politiche diverse oggi si avvicinano, e' perche' tutti abbiamo constatato una deriva in atto. I fatti sono piu' importanti di me, di D'Alema, di tutti noi''. Anche l'ex premier ammette: ''io e Casini rappresentiamo forze diverse, forse prospettive diverse, ma ci unisce oggi un comune sentire''.

E precisa:''Non siamo qui ora per costruire uno scenario nazionale dopo il voto''. Storie e prospettive diverse, insomma, ma che si ritrovano ora per tentare una possibile via d'uscita. D'Alema la strada la vede: ''maturi una larga convergenza, e che il premier si dimetta, perche' appare evidente l'impedimento al proseguimento della legislatura''. ''C'e' la necessita' di voltare pagina'' auspica anche il leader dell'Udc che gia' prima dell'incontro marchigiano evita di sbilanciarsi troppo sulle alleanze. ''Nel secondo turno e' necessario fare accorpamenti. Capita per tutti, a destra e a sinistra '' dice a Nardo', nel Salento, dove e' andato a fare campagna prima della chiusura nelle Marche. ''Non si possono mettere camicie di forza, non si puo' - spiega - imporre uno schema di governo centrale come se le autonomie locali fossero agli ordini di Roma''. Tant'e' che proprio a Nardo' l'Udc e' scesa in campo gia' al primo turno candidando Marcello Risi, sostenuto oltre che da due liste civiche, da Io Sud e da Sel. Dove, invece, al primo turno il Pd appoggiava Donato de Pascalis insieme ad altre quattro liste civiche. A Civitanova Marche e Macerata il candidato Antonio Pettinari e' sostenuto da Pd, Idv, Udc e Api, piu' una lista civica e al ballottaggio potra' contare anche sui voti raccolti al primo turno da Francesco Acquaroli (Sel, Federazione della Sinistra e Democrazia e Legalità).

Non c'e' ''nessun imbarazzo'' per questo contributo chiarisce il leader centrista. La collaborazione tra Udc e Pd, inoltre, e' gia' una realta' alla Regione e sia D'Alema che Casini lo sottolineano, soddisfatti, insieme. Ma il ballon d'essai lanciato da Casini e D'Alema, con il beneplacito di Bersani, ha gia' scatenato detrattori a destra e sinistra. ''Il sostegno dell'Udc a Pisapia e De Magistris e il comizio Casini-D'Alema hanno il merito di fare chiarezza con gli elettori'' dicono il ministro Gianfranco Rotondi e il sottosegretario Carlo Giovanardi,cattolici Pdl. Anche nel Pd, tuttavia, l'esperimento divide e mette in guardia i veltroniani: l'alleanza tra progressisti e moderati, volta principalmente a contrastare Berlusconi, presuppone infatti un ripensamento della logica maggioritaria, bipolare, basata sulla scelta degli elettori alle primarie e poi nel voto elettorale. E la decisione di D'Alema e Casini di chiudere insieme la campagna arriva proprio a valle dell'apertura del canale di trattativa con la Lega per un ritorno ad una legge elettorale più proporzionale. Tutti, apertamente, sono infatti favorevoli ad un sistema di tipo tedesco, che coniughi una buone dose di proporzionalismo con l'uninominale e con soglie di sbarramento che evitino una eccessiva frammentazione della rappresentanza. Un'alleanza, insomma, che potrebbe convogliare Pd, Terzo Polo e Lega per affondare il 'porcellum'.

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