Grazie ragazzi, ci avete portato intorno al mondo

Volvo Ocean Race 2017-2018, con l'ultima In-Port Race è finita davvero

Responsabilità editoriale Saily.it

Grazie Alberto Bolzan e Francesca Clapcich, i due volti positivi della vela italiana, consacrati alla regata intorno al mondo. Qualità, quantità e doti umane. Oggi sono anche diventati personaggi, con un proprio pubblico, sono dei punti di riferimento, da cui partire. E nel finale doppia gioia: lui vince la In-Port in casa con Brunel, lei con Turn The Tide On Plastic supera Scallywag in classifica. Si chiude così, definitivamente, una bella Volvo Ocean Race. Il futuro? Con gli IMOCA 60 - VIDEO REPLAY REGATA

 

Grazie Alberto Bolzan, grazie Francesca Clapcich, avete portato un bel pezzo di Italia con le vostre qualità attorno al mondo nella maratona Volvo Ocean Race 2017-2018. Due piccoli granelli dai quali ripartire pensando alla prossima edizione. Gli annunci arriveranno, riguardo a date, sponsor, barche e iscrizioni, ma si sa già che l'opzione IMOCA 60, già in pole-position da mesi, è il bordo giusto che verrà seguito dalla regata intorno al mondo, comunque si chiamerà. E speriamo finalmente, partendo dai bei ricordi lasciati da Alberto e Francesca, che sia la volta buona per rivedere un team italiano al via.

Intanto Albi e Franci hanno portato un pezzo dell'Italia migliore intorno al mondo. Entrati in punta di piedi, si sono ritagliati un ruolo da protagonisti. Bolzan è già alla seconda partecipazione con due team diversi, è considerato un grandissimo timoniere, tailer e uomo-squadra, sa fare tutto e stare in team. Dopo due giri e quasi 100mila miglia di oceani, è tra i velisti italiani con più mare sotto la chiglia, ed è un sicuro punto di riiferimento, oltre che una bella persona.

Francesca è arrivata quest'anno, quando le quote rosa hanno suggerito ai team di cercare atlete del giro olimpico, è salita a bordo e non è più scesa, ha saltato solo una tappa, è stata un esempio per qualità, quantità e umanità. E in più, ha "bucato" i media. Francesca è piaciuta, ha avuto un crescente successo e oggi è un personaggio della nostra bela. Un bel patrimonio, che affonda le radici nelle due olimpiadi e in quel doppio titolo Europeo+Mondiale nel 2015 sul FX con Giulia Conti, ma che è maturato alla grande nella prova planetaria. Oggi Clapccich è il volto spendibile della vela italiana.

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Il finale è l'incredibile regata in-port che chiude la Volvo Ocean Race. Dopo la conclusione della Leg 11, che non è certa stata avara di emozioni, l’ultima regata costiera ha fatto nuovamente tremare i polsi al foltissimo pubblico presente nella località olandese e alle migliaia di fans collegati online e sui social media da tutto il mondo. 

Hanno dovuto aspettare l’ultima regata, ma i giovani velisti di Turn the Tide on Plastic sono riusciti a concludere al sesto posto la loro prima esperienza nella Volvo Ocean Race. Alla vigilia della Brunel In-Port race dell’Aja, infatti Sung Hung Kai Scallywag e il team guidato da Dee Caffari si trovavano a pari punti sul tabellone generale, con il risultato delle In-Port Race Series a decidere le posizioni finali.

Tutti i tasselli del puzzle si dovevano incastrare al posto giusto per Turn the Tide on Plastic. Se, nelle prime fasi il risultato storico pareva sfuggire dalle mani di Caffari, a causa di una penalizzazione subita per un incidente di rotta con team AkzoNobel, alla boa successiva, Scallywag ha incocciato la boa ed è rimasto fermo mentre il resto della flotta passava oltre, relegando il team di David Witt in ultima posizione. 

Grazie a un quarto posto sul traguardo Turn the Tide on Plastic si è quindi guadagnato la sesta piazza della classifica generale della Volvo Ocean Race.

“E’ un momento incredibile, abbiamo finito la Volvo Ocean Race e l’abbiamo finita nel migliore dei modi. L’unica cosa che potevamo fare oggi era battere Scallywag e mettere due barche fra noi e loro e l’abbiamo fatto. Era il nostro obiettivo, è incredibile, incredibile…”Sono state le parole di una raggiante Francesca Clapcich all’arrivo in banchina all’Aja del team accolto dagli applausi del pubblico e degli avversari. “Devo ringraziare Dee, devo ringraziare il team che mi ha dato l’opportunità di far quest’esperienza eccezionale. Sono contenta che sia finita così, abbiamo navigato bene e mi sento orgogliosa del team di cui faccio parte. Spero di aver trovato degli amici per sempre. I nervi non sono stati sempre saldissimi, ogni tanto abbiamo perso la pazienza ma siamo riusciti a resettare anche quando abbiamo fatto degli errori, siamo riusciti a rimetterci in gioco e continuare a lottare. Non mollare mai, fino alla fine ci ha ripagato di tutti gli sforzi di questo ultimo anno.  La prossima volta bisogna vedere una barca con un bel tricolore italiano!” Ha concluso la triestina.

Ma la giornata ha visto splendere anche la stella dei beniamini locali, Team Brunel con lo skipper olandese Bouwe Bekking e il friulano Alberto Bolzan, che hanno praticamente dominato l’intera prova. Una vittoria che combinata al terzo posto di team AkzoNobel significa un posto sul gradino più basso del podio delle In-Port Series per la barca gialla che ha ottenuto un risultato migliore dei connazionali nell’ultima regata.

“Sicuramente una grande soddisfazione per noi, specialmente perché siamo riusciti ad ottenere una vittoria mancata pochi giorni fa, abbiamo vinto in casa e possiamo salire al terzo posto della classifica In-Port. Un ottimo risultato per il team. La ciliegina sulla torta alla fine di un percorso lungo nove mesi. Il calore del pubblico, davvero infinito, ci ha fatto veramente piacere.”Ha detto Alberto Bolzan. “Il campo di regata non era affatto semplice, con molta corrente , metà lato a favore e metà lato contraria, per cui un campo non facile da interpretare ma abbiamo fatto un’ottima partenza e abbiamo manovrato bene e siamo sempre stati veloci. E’ andato tutto liscio. E adesso un po’ di relax, oggi si festeggia e domani finalmente si torna a casa.” Ha concluso Bolzan.

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