Dongfeng! Questa scia è nella storia della vela

Volvo Ocean Race 2017-2018: dopo 9 mesi, 11 tappe, 3 oceani, è finita così

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Il finale è degno di Hitchoock, Dongfeng è la prima barca con bandiera cinese a vincere la Volvo Ocean Race. Boom di audience su Saily.it per la diretta streaming di molte fasi della Leg 11. Il romanzo della tappa più drammatica. Le illusioni di Mapfre e di Brunel. Chi c'è dietro la scelta di rotta estrema e vincente di Dongfeng! E i personaggi del team: lo skipper, i cinesi, l'olandesona, i francesi. E il DG Bruno Dubois... Il racconto che spiega perchè è andata proprio così - VIDEO - FOTO - TORNA VOR STORIES

 

di Fabio Colivicchi

Charles Caudrelier, lo skipper quasi per caso di Dongfeng, non sta nella pelle. Ha vinto la prima tappa di tutta la regata, e ha scelto quella decisiva, ha preso tutto, ha sbancato. Ha lasciato a bocca asciutta tutte quelle medaglie olimpiche (Fernandez, Tuke, Burling), e tutta l'esperienza di Bouwe Bekking (all'ottava Ocean Race), se n'è andato tutto a sinistra, costeggiando nella notte la Danimarca, la Germania, l'Olanda. Tutti lo davano per spacciato, per suicida.

Poi verso le 10 del mattino, i satelliti hanno ricominciato a fare i conti, i navigatori pure, e si è scoperto, minuto dopo minuto, che Dongfeng scendeva verso l'arrivo con un angolo più stretto, con più vento, almeno 2-3 nodi più veloce dei rivali, senza necessità di altre manovre... Da 47 a 35 miglia, da 35 a 22, poi meno di 10, poi meno di 5: il distacco che sembrava tombale si è sbriciolato. E dalle 16:30 in poi è stato chiaro a tutti l'epilogo: Dongfeng ha beffato Mapfre e Brunel navigando bassissimo a Est, è passato solitario in testa all'ultima boa, davanti alla spiaggia di Scheveningen, in Belgio (dove tra i diecimila spetatori c'era anche la squadra degli azzurrini dell'Europeo Optimist, con il tecnico Marcello Meringolo), e ha iniziato il lato-show, le ultimissime 4 miglia dell'intero giro del globo, consapevole di averla fatta grossa.

Prima vittoria cinese. La Cina si prende (anche) la vela. "Horace", al secolo Chen Jinhao, il velista cinese super-simpatico, uomo squadra, già al secondo giro con Dongfeng, rappresenta la faccia velica della superpotenza asiatica. Il nome del team, l'azienda cinese Dongfeng, mega costruttore di automobili e veicoli industriali con sede a Wuhan, praticamente concorrente della stessa Volvo, è il braccio armato, la leva finanziaria che da 6 anni sostiene il Race Team, che non ha vinto per caso questa edizione del giro, battendo nomi e squadre altrettanto importanti.

Caudrelier e Dongfeng furono terzi due anni fa, sono tornati con le idee chiare e gli uomini ancora più giusti. Primo fra tutti Bruno Dubois, il General Manager. 59 anni, belga-canadese, una Mini Transat e due Transat Jacques Vabre vinte in gioventù. La figura che incarna competenze sul campo a capacità gestionali.

Poi c'è l'uomo dietro alla scelta tattica, il gol decisivo della VOR 17-18. E' lui: Marcel Von Triest, olandese, ex navigatore (ha fatto Whitbread e Volvo), oggi il "Messi" dei router, è dietro ai maggiori record intorno al mondo e alle squadre offshore di punta. E' lui la mente della scelta tattica che ha prima stupito e poi lasciato a bocca aperta tutti: dopo l'ultima boa davanti alla Norvegia, Dongfeng - che pure era nelle posizioni di testa - ha deciso di scendere a Sud e poi tenere una rotta vicinissima alla costa, anzichè navigare al centro della baia come i rivali. Resterà la mossa vincente di tutta la regata intorno al mondo, nonostante le precedenti 44.900 miglia, i grandi capi, i mari del sud. Quando una strambata può cambiare la storia.

La scelta ha anche altri protagonisti: a bordo lo skipper Charles Caudrelier ha lasciato per competenza la materia al navigatore, Pascal Bidegorry, cavaliere con la Legione d'Onore per le sue vittorie oceaniche, volto della vela francese, forse non superstar ma con un palmares che ci vuole tempo a leggere, e poi obbliga a togliersi il cappello. Dalle vittorie nel Figaro (e già basterebbe), a esperienze multiple con una multilateralità che lo rende forse unico, ra monoscafi, multiscafi, record oceanici e sul giro del mondo Jules Verne, Volvo Ocean Race, da ultimo nel dream team di Banque Populaire. Pascal è piccolo ma condensa una sapienza velica oceanica da paura. Ne ha viste e fatte tante. Eppure ieri all'Aja, in banchina, mentre intorno a Dongfeng che ormeggiava scoppiava la festa, era in disparte, con le mani fra i capelli e ha pianto a lungo. Una reazione da marinaio, che ha capito cosa è successo davvero.

La vittoria nella Leg 11 è la prima nell'intero giro per Dongfeng. La VOR 17-18 è partita dalla Spagna (Alicante) e ha toccato Portogallo (Lisbona), Sudafrica (Cape Town), Australia (Melbourne), Cina (Qingdao), Nuova Zelanda (Auckland), Brasile (Itajaì), USA (Newport), Gran Bretagna (Cardiff), Svezia (Gotoborg) e Olanda (The Hague). Pur non vincendo mai prima dell'ultima, il team sino-francese è sempre stato tra i primi (sette volte sul podio in undici tappe) ed è risultata la barca più veloce in termini di tempo dell'intera flotta.

Il bretone Caudrelier, 44 anni, non ci crede ancora: "Fino agli ultimi dieci minuti non potevamo credere che stesse per accadere davvero, eravamo così frustrati da nove mesi di disillusioni, mai una tappa vinta, sempre superati nel finale. E' stata dura venirne fuori."

Poi individua la vera forza di Dongfeng: "Il nostro team fantastico, unico. Siamo stati i più forti grazie a tutti quelli che hanno lavorato dietro all'equipaggio. Ogni volta che partivamo per una tappa sapevamo che lo shore team aveva fatto il massimo per darci il mezzo migliore. E lo stesso vale per tutti i ruoli nella squadra. E poi grazie a Dongfeng Corporation, sponsor unico della campagna, che ha creduto in noi dall'inizio e non ha mai smesso, e mi ha dato la possibilità di guidare una squadra da sogno della quale sono orgoglioso."

Un portavoce della società cinese ha detto: "In questa lunga e difficile Volvo Ocean Race la squadra ha lavorato benissimo affrontando sfide fisiche e mentali notevoli, negli ambienti più estremi e difficili della terra per lo sport della vela. Dongfeng Race Team è l'orgoglio del Dongfeng Group, esempio da seguire per tutti, fonte di ispirazione per il suo carattere. Dopo due campagne intorno al mondo, abbiamo guadagnato molto più che dei risultati sportivi. Questa regata va oltre la competizione: è un test definitivo delle capacità umane e una esplorazione profonda della cultura velica."

Della serie: prendete questi spicci, cari sponsor - italiani e non solo - che sognate, pensate, calcolate e poi non venite mai nella vela.

Di Carolijn Brower, prima donna a vincere una regata intorno al mondo (insieme alle compagne di squadra Marie Riou e Justine Mattraux), parliamo in un altro articolo su Saily Magazine, ma è chiaro che siamo davanti a una specie di extraterrestre della vela.

Poi c'è un altro personaggino niente male: il prodiere Jack Bouttell: anglo-australiano, subito dopo questa vittoria ne sentiremo parlare per la prossima sfida alla quale si dedicherà: farà il prossimo Vendée Globe 2020 in solitario! "Non so spiegarvi come mi sento - dice in banchina - non ho le parole giuste per questi momenti. Ma sono stati due anni di sangue, lacrime, sudore e stress, abbiamo tutti noi lavorato al limite delle nostre possibilità: sacrifici ripagati in un istante solo, quando abbiamo tagliato la linea del traguardo finale. Semplicemente indescrivibile."

Fa festa anche Horace Chen Jinhao, primo velista cinese nella storia: "Non credo ci si possa sentire meglio di come sto io adesso! Abbiamo lavorato tanto per questo momento, abbiamo avuto il massimo della fiducia e delle risorse per puntare a raggiungere la vittoria che ci era mancata la volta scorsa. Oggi ce lo meritiamo, è il nostro momento, e io guardo avanti, alla prossima sfida, per continuare la scia..." E conclude: "In futuro ci saranno più velisti cinesi che vinceranno e conquisteranno risultati come questo!" Una promessa o una minaccia?

Oggi è il giorno di Dongfeng e dei suoi uomini e donne. Di chi è arrivato secondo o terzo, di chi ha perso per un soffio, dopo aver cullato l'illusione della vittoria (sia Mapfre che Brunel sono stati a lungo in testa durante le convulse mille miglia della Leg 11), e dei loro uomini e donne, parleremo in un altro articolo. Così come parleremo - a lungo e in primo luogo direttamente con loro - con i due italiani bravissimi di questa VOR: Alberto Bolzan, che a 4 ore dalla conclusione era ancora in corsa per la vittoria assoluta, e Francesca Clapcich, che al suo esordio al giro è salita e ha conquistato i cuori e un posto da titolare fissa su Turn the Tide on Plastic. Bravi ragazzi, a presto.

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