Spindrift 2 stand-by per l'assalto a Verne

Fame di record

Responsabilità editoriale Saily.it

VIDEO: SCOPRIAMO BARCA ED EQUIPAGGIO - Il mega trimarano di 40 metri di Dona Bertarelli e Yann Guichard è in codice verde, attesa per le evoluzioni meteo in vista di un tentativo di giro del mondo per il record del Trofeo Jules Verne. Il tempo da battere è di 40 giorni, 23 ore, 30 minuti, fatto segnare da Francis Joyon nel 2017. Guichard: "Possiamo farcela, anche se con i nostri 40 metri siamo più pesanti dei moderni Ultim volanti"

 

Se i trimarani Ultim sono le "astronavi" dell'oceano a vela, Spindrift 2 è l'Enterprise! Una base spaziale pronta a incidere la propria rotta sugli oceani nell'ennesimo tentativo di battere il record del Trofeo Jules Verne. 

Dopo lo stop dello stand-by il 29 ottobre (causa un problema a un timone), il team si è concentrato esclusivamente sulla preparazione di Spindrift 2. "Abbiamo vissuto un'altra gara contro il tempo, qui a Spindrift. Nelle ultime tre settimane ci siamo concentrati esclusivamente sulla ricerca di soluzioni per il timone del multiscafo. Vorrei ringraziare l'intero team tecnico per il loro duro lavoro. Ora siamo pronti a salpare e i nostri occhi sono rivolti alle previsioni del tempo.", ha spiegato lo skipper Yann Guichard.

Per la risoluzione c'è un po' di Italia: infatti il team ha deciso di spedire entrambi i timoni da Persico!

L'obiettivo? Battere il record sulla circumnavigazione non-stop del mondo che è attualmente di 40 giorni, 23 ore e 30 minuti, stabilito da Francis Joyon nel 2017. Se le condizioni meteorologiche lungo la rotta sono favorevoli, è un obiettivo raggiungibile. "Vorremmo essere più vicini al record quando raggiungeremo l'Oceano Indiano: Francis Joyon ha attraversato questo tratto di oceano in un tempo record e sarà difficile da battere", afferma Yann Guichard.

Pensi che per Spindrift 2 sia l'anno o mai di vincere il trofeo Jules Verne?

"Non so se è l'anno giusto, o se mai ce ne sarà uno. Questo sarà il nostro terzo vero tentativo, se togliamo il disalberamento prima di tagliare la linea (gennaio 2018) e la maggior parte degli sfidanti ha dovuto aspettare la terza volta per battere il record, tranne Loïck (Peyron, su Spindrift 2, quindi Banque Populaire V, ndr) e suo fratello (Bruno) che lo hanno fatto subito al primo tentativo"

Non hai paura che se non ci riesci quest'anno, l'ultima generazione degli Ultim, alcuni dei quali dovrebbe arrivare il prossimo anno, sarà più attrezzata per farlo?

"È chiaro che in determinate condizioni dove possono volare, sotto i 22-23 nodi di vento e con un mare accettabile, vanno 4 nodi più veloci di noi. Ma resta sempre una gara di endurance, come si vede alla Brest Atlantiques, devi anche essere fortunato e non toccare nulla sull'acqua. Nelle condizioni che avevamo l'anno scorso, non sarebbero andate più veloci di noi. Se non abbiamo l'opportunità di partire quest'anno o non abbiamo la possibilità di battere il record, potrebbe essere bello non essere soli sulla linea di partenza il prossimo anno, con barche anche molto diverse, potrebbe essere una bellissima storia."

Ti interessano, queste barche foiling?

"Sì, è interessante, perché il volo è in sintonia con i tempi ed è all'avanguardia della tecnologia. Ora non facciamo parte di questa classe, siamo su una barca pensata per i record, che non è fatta per essere condotta in un equipaggio ridotto, anche se io ci ho fatto la Route du Rhum. Saremo felici di confrontarci con loro, ma non vogliamo essere limitati nel numero di membri dell'equipaggio, perché non ha senso su una barca come la nostra. Ci sono Ultim che sono stati progettati per navigare in solitario, quindi se sono sei a bordo, rappresentano il 100% del potenziale della barca, mentre noi, se salpiamo in sei, non siamo al 100% perché Spindrift è di 23 tonnellate contro 14, con un momento raddrizzante di 250 tonnellate/metro, contro 150..."

Spindrift è lungo 40 metri e largo 23 metri, la stessa larghezza degli Ultim, è possibile trasformarlo in Ultim riducendone la lunghezza da 40 a 32 metri?

"No, rimarrebbe molto pesante. Quando vedi la nostra altezza del bordo libero rispetto al nuovo Sodebo nel porto di La Trinité, è il doppio! Il peso rimarrebbe quello, e nei multiscafi è il segreto per volare."

Parli di partire di nuovo l'anno prossimo, significa che hai intenzione di mantenere la barca? Non c'è vendita in vista?

"Il programma nel 2020 sarà necessariamente diverso a seconda che riusciremo o meno a battere il record. Abbiamo la flessibilità di non avere uno sponsor che ci guida nella nostra traiettoria sportiva, è il progetto di un armatore che ci consente di scegliere le sfide che vogliamo affrontare. L'obiettivo oggi è continuare a navigare con questa barca l'anno prossimo. C'è un record che mi affascina e che voglio davvero provare almeno una volta, è quello dell'Atlantico (che questa barca ha detenuto, poi battuto da Banque Populaire V, in 3 giorni e 15 ore), è difficile, ma penso che si possa rosicchiare qualche ora..."

ECCO LA SQUADRA PER IL TROFEO JULES VERNE (NON C'E' DONA) - Yann Guichard - skipper, Erwan Israël - navigator, Jacques Guichard - watch leader / helm, Jackson Bouttell -  helm / bow, Thierry Chabagny - helm, Grégory Gendron - helm, Xavier Revil - watch leader / helm, Corentin Horeau - helm / bow, François Morvan - helm, Duncan Späth - helm, Erwan Le Roux - watch leader / helm, Benjamin Schwartz - helm / bow. A terra, il router sarà Jean-Yves Bernot.

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