Jacques Vabre, l'ora dei super Class 40

Transat Jacques Vabre

Responsabilità editoriale Saily.it

GUARDA 3 VIDEO - Ian Lipinski e Adrien Hardy tagliano vittoriosi il traguardo della Transat Jacques Vabre con il nuovissimo e innovativo Class 40 Crédit Mutuel di David Raison, il primo di una generazione "scow oriented", con la famosa prua tonda già vista sui Mini 650, da dove provengono anche i due velisti. L'ennesima storia oceanica alla francese - VIDEO DELL'ARRIVO

 

di Christophe Julliand

Arrivati questa mattina alle ore 5.36 del nostro fuso orario, in piena notte a San Salvador de Bahia in Brasile, a bordo di Crédit Mutuel Ian Lipinski e Adrien Hardy hanno vinto la Transat Jacques Vabre nella categoria dei Class 40, monoscafi di 40 piedi. 17 giorni, 16 ore e 21 minuti il tempo impiegato dal duo di navigatori francesi per completare le 4.350 miglia del percorso teorico corrispondente a una velocità media di 10,25 nodi. In realtà, Lipinski e Hardy hanno percorso 4.714 miglia a 11,11 nodi di media.

Opzione vincente dopo la Manica - Gran parte di queste quasi 400 miglia in più sono dovute a una decisa opzione NW subito dopo l'uscita della Manica all'inizio della transatlantica. Opzione che ha permesso poi all'equipaggio di rimanere più a Ovest rispetto al resto della flotta e di scendere più velocemente verso Sud, prima al largo della Biscaglia, poi lungo le coste del Portogallo. Superata la latitudine di Lisbona, dopo un po' più di 5 giorni di regata, l'equipaggio si è ritrovato in testa. Una volta negli alisei prima da NE poi da SE e nel passaggio del doldrums sono riusciti non solo a conservare la leadership ma anche ad aumentare il vantaggio sui primi inseguitori, vantaggio salito fino a 80 miglia prima dei dolldrums, rimasto stabile intorno ai 60 miglia dopo il passaggio delle calme equatoriali.

VIDEO Arrivo a Bahia

Due navigatori di talento - Una vittoria senza sbavature, quindi, che ricompensa il talento di due bravi navigatori, lo skipper Ian Lipinski del quale ricordiamo la doppietta nella Mini Transat prima in barca di serie nel 2015 poi in prototipo due anni dopo e del suo co skipper Adrien Hardy, figura discreta ma presente da tanti anni nei vari circuiti della vela offshore francese, dai Mini 650 ai Class 40 passando per la classe Figaro dove Adrien ha brillato ancora quest'anno nella Solitaire sul nuovo monotipo.

VIDEO Riassunto prima settimana

Il primo Class 40 Scow oriented - Vittoria che ricompensa anche la scelta radicale dello skipper per la costruzione della sua barca, penultima nata della dinamica Class 40. In effetti, se la Class 40 è una box rule con molte restrizini in fatto di materiali e soluzioni progettuali destinate a limitare i costi – niente carbonio per scafo e coperta, niente chiglia basculante o appendici a foil per esempio - è una stazza sufficientemente open per lasciare spazio alla ricerca e alle innovazioni. E da questo punto di vista, affidando il progetto di Crédt Mutuel a David Raison, il passo in avanti in fatto di progettazione non poteva che andare in direzione degli Scow oceanici.

E' lo stesso Raison in effetti ad aver introdotto il concetto Scow per il suo primo prototipo Mini 650 il Magnum 747 condotto fino alla vittoria da Raison stesso nella Mini Transat del 2011. Concetto validato due anni dopo da Giancarlo Pedote sulla stessa barca su un percorso diverso (con meno reaching e più andature di poppa VMG). Concetto migliorato poi con il secondo prototipo 650 firmato Raison, il Maximum 865, vincitore della Mini Transat del 2017 con Lipinski e attualmente in testa con François Jambou.

Prima regata, prima vittoria e record delle 24 ore - E' quindi lo stesso concetto di Scow però adatto al regolamento Class 40 che è stato sviluppato su Crédit Mutuel e cioè una larga prua tonda, proprozionalmente meno larga che sui Mini 650 perché il regolamento Class 40 ha imposto un limite a prua del posizionamento del baglio massimo. Il risultato è una barca più stabile e più potente con ventone ma che si difende in altre andature a priori meno favorevoli. Una carena sana, sempre sull'acqua e non nella o sotto l'acqua. Non ingavona, quindi meno stress per armo e strutture, e rimane più asciutta dei concorrenti.

Nonostante una costruzione veloce e un varo tardivo, la barca è stata messa in acqua ad agosto. Il battessimo del fuoco della Transat Jacques Vabre è decisamente positivo. Oltre alla vittoria, in quella che è, con quella degli IMOCA, la classe più competitiva tra le oceaniche, Lipinski e Hardy hanno anche migliorato il record delle 24 ore in categoria Class 40 : il 5 novembre hanno divorato 408 miglia ossia 17,08 nodi di velocità media, una performance degna dei 60 piedi di generazione.

Un record che non ha sorpreso Lipinski e che gli ha ispirato questo commento : « La barca cammina da sola, abbiamo trovato la buona configurazione di vele, non facciamo che vegliare. Siamo con lo spi medio con una mano di terzarollo e due mani nella randa. Ci muoviamo a quattro zampe cerchiamo di non farci del male sbattendo da qualche parte, è un po' bagnato in coperta ma credo che non sia nulla rispetto a quello che stanno vivendo quelli dietro di noi.»

VIDEO veloci negli alisei

Un futuro Scow per i Class 40? - E tra questi concorrenti dietro di loro c'è un altro nuovo 40 piedi sotto attenta sorveglianza, è l'ultimo varato della famiglia Class 40, sponsorizzato da una banca anche questo, si chiama Banque du Léman ed è quello dello skipper svizzero Simon Koster. Anche questo è uno scow progettato però da Sam Manuard. Koster che aveva precisato durante la presentazione del nuovo progetto : "Abbiamo visto per diversi anni in Mini 6.50 che gli scows sono estremamente efficaci e ci rendiamo conto che anche in Class 40, più le barche vanno in questa direzione, più sono efficienti."

Koster e Gautier stanno per concludere la prima Transat con la nuova baca al quarto posto... Risultato positivo anche questo. Probabile quindi che il concetto Scow faccia altri emuli in Class 40...

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