Maggioranza stoppa risoluzioni, proteste in aula

Su Commissione paritetica, incontri a Roma e coinvolgimento aula

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta ha respinto, con 18 voti contrari della maggioranza (i gruppi di minoranza non hanno partecipato al voto), l'iscrizione di tre risoluzioni che riguardavano la Commissione paritetica, gli esiti degli incontri di Roma e la richiesta di coinvolgimento del Consiglio sulle scelte relative al programma di governo.
    Critiche sono arrivate dai banchi dell'opposizione. Luigi Bertschy (Uvp) ha stigmatizzato l'atteggiamento del Presidente del Consiglio, Antonio Fosson, che "si è comportato da Presidente della maggioranza, piuttosto che da garante dell'Assemblea: avrebbe potuto comunicare la decisione di non accettare le risoluzioni e poi procedere alla votazione". La replica di Fosson: "Il mio ruolo di garante dell'Aula non è venuto meno".
    Il capogruppo dell'Union valdotaine ha rincarato la dose: "La risoluzione sulla paritetica andava affrontata perché la Presidente della Regione va a Roma a discutere del tema. Le motivazioni che ci hanno portato a scriverle sono assolutamente attinenti al lavoro fatto in questo Consiglio. Il regime parte da questi comportamenti e spiace vedere che consiglieri che si sono battuti per il confronto si comportano in questo modo.
    Questa non è una scivolata iniziale, è un precipizio che ci porterà ad una carenza totale di confronto. È una mancanza immonda nei confronti della Valle d'Aosta e dei suoi cittadini".
    Per Alberto Bertin (Impegno Civico) "è l'ennesima brutta pagina del Consiglio e il Presidente si è dimostrato inadeguato al ruolo che svolge. È scandaloso non iscrivere le risoluzioni senza nemmeno darne spiegazione".
    Laurent Viérin (Uvp) ha quindi annunciato il ritiro della mozione riguardante il Parlamento europeo già iscritta all'ordine del giorno: "Non è mai successo che non venisse spiegato perché le risoluzioni non venivano iscritte. Abbiamo ricevuto lezioni di coerenza, di rispetto, di regole nella passata Legislatura: oggi, invece, assistiamo ad un camaleontismo da parte di quegli stessi Consiglieri. Se questo è il cambiamento annunciato, iniziamo male. L'unico cambiamento che non volevamo vedere era la mancanza di rispetto nei confronti dell'Aula". 
   

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