Morti Val Ferret,pm chiede archiviazione

'Colata detritica non prevedibile', verso opposizione familiari

La procura di Aosta ha chiesto l'archiviazione del fascicolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose a carico del sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi, aperto dopo la morte dei coniugi milanesi Vincenzo Mattioli, di 71 anni, e Barbara Gulizia (70), travolti e uccisi il 6 agosto 2018 da una colata detritica in Val Ferret.

E' emersa infatti "l'assenza di prevedibilità" del fenomeno in base alla perizia (geologo Elisabetta Drigo) disposta con incidente probatorio dal gip Giuseppe Colazingari su richiesta del pm Eugenia Menichetti.
 
Pur avendo evidenziato alcune "lacune" nel piano comunale di protezione civile - che comunque non era stato attivato - gli stessi accertamenti del Corpo forestale della Valle d'Aosta avevano escluso che "l'evento fosse connotato dagli imprescindibili requisiti di prevedibilità e prevenibilità ad opera di qualsivoglia figura soggettiva preposta all'incombenza". Alcuni familiari della coppia hanno annunciato l'opposizione alla richiesta del pm.

Perito, influito climate change - "La fragilità del territorio della Val Ferret è nota e riconosciuta da decenni" ma "si sono aggiunti, negli ultimi 15-20 anni, fattori di amplificazione dei fenomeni, con elevate temperature nel periodo estivo, persistenti per diversi giorni consecutivi oltre 4.000 metri, che determinano consistenti fusioni delle masse glaciali". Lo scrive il geologo Elisabetta Drigo, consulente del gip nell'ambito dell'incidente probatorio sull'inchiesta a carico del sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi (assistito dall'avvocato Corrado Bellora). La colata detritica che il 6 agosto 2018 provocò la morte dei coniugi milanesi Vincenzo Mattioli, di 71 anni e Barbara Gulizia (70) è stata di "magnitudo mai documentata storicamente" e, "per l'effetto dell'evento temporalesco manifestatosi, non era prevedibile", scrive il perito . In particolare, le cause della colata "comprendono almeno due anomalie nei fattori innescanti", che sono "un imponente aumento della portata d'acqua del torrente Margueraz a causa dello scorrimento delle acque piovane sul ghiacciaio" e "la fluidificazione di una consistente massa valanghiva".

Secondo il pm Eugenia Menichetti dalla perizia emerge poi che "non vi fossero interventi di protezione civile passiva adottabili" a fini della prevenzione (come ad esempio delle briglie) e che misure di gestione del territorio (come il ricorso a una navetta o la limitazione del traffico) "non sarebbero comunque idonee a eliminare completamente il rischio di eventi funesti". Inoltre "gli interventi di disalveo negli anni hanno garantito la massima capacità di deflusso dei torrenti interessati" (Margueraz e Pont) e lo stesso Centro funzionale regionale non aveva "previsto una situazione di particolare criticità". Il bollettino segnalava infatti una situazione 'ordinaria' per la dorsale alpina con una "generica possibilità di fenomeni temporaleschi". Secondo il perito "non erano prevedibili l'ora ed il luogo preciso di sviluppo della cella temporalesca. In merito alla prevedibilità del fenomeno, per sua stessa natura non è prevenibile". Quindi, per il pm, "l'imprevedibilità dell'evento esclude la sussistenza del reato ipotizzato". In questo senso, il magistrato riporta una sentenza di Cassazione (numero 16029 del 2019) che conferma l'assoluzione di un sindaco, in un caso in parte analogo, vista la genericità degli avvisi di protezione civile.

Difesa, confermata nostra tesi - "Sin dal primo giorno delle indagini ho sostenuto che, fermo il rispetto una tragedia, il sindaco non aveva alcun tipo di responsabilità perché ritengo che non fosse in alcun modo addebitabile a una sua omissione quanto accaduto". Lo dichiara l'avvocato Corrado Bellora, che assiste Stefano Miserocchi, primo cittadino di Courmayeur, a seguito della richiesta di archiviazione dell'inchiesta sulla morte dei coniugi milanesi Vincenzo Mattioli, di 71 anni, e Barbara Gulizia (70), travolti e uccisi il 6 agosto 2018 da una colata detritica in Val Ferret. "Sono contento - prosegue il legale - che prima la perizia e poi addirittura il pubblico ministero abbiano confermato questa mia impressione e non posso che aggiungere che questo rende anche giustizia al dottor Miserocchi, che ha dimostrato di aver svolto correttamente il suo ruolo di sindaco".

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