Milanesio, si è affievolita idea Univda ora bisogna accelerare i lavori

Rettore Monaci, nuovo ateneo nasce con pochi spazi per la didattica e senza gli uffici per i docenti

"Riteniamo che sia opportuno a questo punto cercare di dare un'accelerata ai lavori, per la semplice ragione che nel corso dell'esecuzione abbiamo riscontrato la necessità di compiere approfondimenti progettuali sulla parte più importante dell'opera, la facciata Ovest". Lo ha detto Bruno Milanesio, amministratore unico della società Nuova università valdostana (Nuv), durante un'audizione delle commissioni comunali di Aosta, riunite congiuntamente. "Abbiamo presentato alla Regione - ha aggiunto Milanesio - una perizia di variante numero 7, già nel mese di maggio, che non è stata ancora approvata, stiamo aspettando questo passaggio, se venerdì prossimo passa (in Giunta regionale ndr) la delibera noi possiamo rispettare i tempi previsti dal cronoprogramma, altrimenti non so cosa succederà: ci saranno dei ritardi certamente anche più sostanziosi". "Siamo preoccupati perché le risposte della Regione non stanno arrivando", ha ancora spiegato Milanesio, precisando che l'obiettivo è l'anno accademico 2021-2022.

"Pare che l'approvazione della perizia di variante numero 7 - ha aggiunto Milanesio, durante l'audizione della commissioni del Consiglio comunale di Aosta - debba avvenire venerdì prossimo: noi aspettiamo con ansia che questo avvenga, lieti, se ciò avverrà, di poter riprendere i lavori e di dare un impulso finale al primo lotto".

Secondo l'amministratore unico della Nuv "il rischio di questa vicenda è di fare le nozze con i fichi secchi, perché inizialmente c'era una volontà politica molto precisa su questa università, io vedo affievolita questa idea iniziale perché se così non fosse stato avrebbe dovuto dare retta di più alle indicazioni emerse da parte nostra in ordine alla necessità di non fermare il primo lotto alla palazzina Zerboglio, ma di consentire che il primo lotto si occupasse anche almeno della Beltricco, cosa che non è successo e ho l'impressione che non succederà".

La perizia di variante, che riguarda le modifiche alla facciata Ovest e quelle alla facciata Sud e alcune opere complementari, è valutata circa 1,4 milioni di euro. Alla Nuv mancano 500 mila euro, secondo i dati forniti oggi da Fabio de Giovanni, responsabile unico del procedimento. Il costo preventivato dell'intero primo lotto è di 34 milioni di euro. Grazie ai ribassi d'asta sono stati recuperati circa 4,5-5 milioni di euro. Di questi 2,5 milioni sono stati spesi nelle precedenti varianti. La Nuv si dovrà occupare anche degli arredi, che inizialmente non erano stati preventivati, per una spesa di circa 1,2 milioni di euro, che saranno coperti con i fondi rimanenti dai ribassi.

Università: Milanesio, perplesso su fusione Nuv e Coup  - "Perplessità" sulla fusione delle società Nuv (Università) e Coup (Ospedale) sono state ribadite oggi dall'amministratore unico della Nuv Bruno Milanesio, audito dalle commissioni del Consiglio comunale di Aosta, riunite congiuntamente. "Sono abbastanza scettico sulla fusione - ha detto, rispondendo alle domande dei consiglieri comunali - perché rischia di mettere sul binario morto delle buone intenzioni due progetti che hanno un significato ma che devono essere perseguiti autonomamente, uno rispetto all'altro". Secondo Milanesio "si tratta di due cose assolutamente diverse e le osservazioni emerse dalla Corte dei Conti in ordine all'opportunità di dare un assetto più razionale alle partecipate regionali, a mio avviso, non giustificano assolutamente una fusione societaria".

Rettore, pochi spazi didattica e no uffici docenti - Aule appena sufficienti per le esigenze didattiche e l'assenza di spazi per i docenti: la nuova Università della Valle d'Aosta potrebbe aprire i battenti nell'ex caserma Testafochi e non essere adeguata neppure agli attuali 1.000-1.200 studenti. E' quanto ha spiegato il nuovo rettore dell'ateneo valdostano, Maria Grazia Monaci, durante l'audizione delle commissioni consiliari comunali di Aosta.

"La capienza è un problema enorme - ha detto - l'Università della Valle d'Aosta ha chiesto di avere quello che abbiamo adesso con qualche margine di sviluppo e questo margine di sviluppo per ora non c'è stato: alcune delle aule saranno più ampie e sicuramente più belle, ma noi non ampliamo assolutamente gli spazi che abbiamo ora a disposizione, salvo l'aula magna da 300 posti". Inoltre, negli immobili previsti nel primo lotto "non solo non ci sono gli uffici amministrativi, - ha aggiunto il rettore - ma nemmeno gli uffici per i docenti, benché sia fondamentale per gli studenti avere un rapporto con i professori".

Il dimensionamento delle nuove strutture universitarie, parametrato su 1.200 studenti, appare ancor più problematico, se si considerano le prospettive di crescita dell'ateneo: "In questa nostra piccola dimensione - ha spiegato la professoressa Monaci - arrivare a 2.000 studenti sarebbe auspicabile, perché non esiste un'università se non c'è una comunità studentesca: se c'è la volontà politica di aprire 2-3 corsi di laurea che sono in grado di sostenersi e di essere attrattivi, noi potremmo tranquillamente arrivare a questi numeri".

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