Morti Val Ferret,perizia scagiona sindaco

Incidente probatorio, colata né prevenibile né prevedibile

Non era né prevenibile né prevedibile la colata detritica da 25 mila metri cubi di materiale che il 7 agosto 2018, in Val Ferret, travolse e uccise i coniugi milanesi Vincenzo Mattioli, di 71 anni e Barbara Gulizia (70). E' quanto emerge dalla perizia geologica con incidente probatorio chiesta al gip di Aosta Giuseppe Colazingari dal pm Eugenia Menichetti, nell'ambito del fascicolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni colpose che vede indagato il sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi. Stamane, davanti alle parti, il consulente nominato dal giudice, il geologo Elisabetta Drigo, ha esposto la sua relazione di una sessantina di pagine. Spetta ora al pm decidere se proseguire, chiudere o chiedere l'archiviazione dell'indagine. "Sono soddisfatto dell'esito dell'incidente probatorio. Fermo il rispetto per la tragedia, io continuo a ritenere che non ci siano responsabilità per il dottor Miserocchi", commenta il suo difensore, l'avvocato Corrado Bellora.

I coniugi erano rimasti bloccati in auto vicino al ponte per il sentiero del rifugio Bertone. Il crollo si era verificato nel tardo pomeriggio, dopo un temporale. La Fiat Panda della coppia era stata trascinata via, schiacciata dalle pietre. Vincenzo Mattioli era rimasto incastrato tra le lamiere mentre la moglie era stata sbalzata fuori e il suo corpo era stato trovato sotto l'utilitaria solo la mattina seguente. Altre persone era riuscite a fuggire in tempo dalle auto rimaste bloccate dai massi, come i due giovani che avevano filmato la tragedia. Per consentire la rimozione delle rocce dalla sede stradale, la vallata era stata evacuata. Delle circa 400 persone sfollate, 140 erano state ospitate nel Forum sport center di Courmayeur.
   

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