Operazione Gran Baita, due indagati

Albergo Cervinia venduto a 1,5 mln e rivenduto a 4,5 mln

La procura di Aosta indaga da alcuni mesi sull'operazione Gran Baita, l'albergo di Cervinia ceduto nel 2016 dalla Cervino spa, per circa 1,5 mln, a un privato che poi lo ha rivenduto, l'anno dopo, a circa 4,5 mln. Sono due gli indagati per turbativa d'asta: gli inquirenti ipotizzano che la gara sia stata truccata.

Alla selezione per la vendita dell'immobile aveva partecipato anche un altro potenziale acquirente, con un'offerta di un solo euro. Stamane i carabinieri di Breuil-Cervinia hanno perquisito le sedi dell'impresa Vico di Hone e della societa' Gran Baita di Milano, di cui e' socio maggioritario la Vico stessa. Inoltre i militari hanno acquisito atti in Finaosta. Il fascicolo e' affidato al pm Luca Ceccanti.

A ricevere l'avviso di garanzia sono stati Ezio Colliard, della Vico - valdostana impresa costruzioni srl di Hone, e Federico Maquignaz, presidente e amministratore delegato della Cervino spa.
"Federico Maquignaz - spiega il suo legale, l'avvocato Corrado Bellora - si dice assolutamente sereno sulle procedure adottate, sono state tutte rispettose della legge. Quindi lui non ha nulla da dire al momento, se non che attende il lavoro della magistratura perché è convinto che da esso risulterà la sua correttezza".

"Siamo assolutamente sereni del fatto che a breve verrà chiarito che non c'è stata nessuna irregolarità in questa operazione", dichiara l'avvocato Monica Atzei, che assiste Colliard. Nato negli anni trenta come grande albergo, l'hotel Gran Baita - al centro dell'inchiesta - era stato semidistrutto da un rogo nel 1973 e fino a qualche anno fa ospitava alcuni uffici.

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