Restaurato palazzo vescovile ad Aosta

Su facciata nord emersi intonaci dipinti del XV secolo

(ANSA) - AOSTA, 3 NOV - Iniziati nella primavera del 2017, sono giunti al termine i lavori di manutenzione straordinaria e di restauro del pontile e delle facciate del palazzo vescovile.
    Lo comunicano la Diocesi di Aosta e l'assessorato regionale dell'Istruzione e cultura, sottolineando che "particolarmente complesso si è rivelato l'intervento su una porzione circoscritta della facciata nord dove nel corso dei lavori sono emersi degli intonaci dipinti e degli elementi lapidei lavorati risalenti al XV secolo".
    Il loro recupero "ha permesso di restituire alla città una significativa testimonianza dell'aspetto esterno dei palazzi in epoca medievale e, nello stesso tempo, di contribuire a riqualificare e valorizzare un importante settore urbano". La decorazione emersa "insiste sulla parte occidentale del nucleo più antico del palazzo, circoscritta a est dall'innesto del pontile e a ovest da un corpo di fabbrica frutto dell'ampliamento settecentesco".

La decorazione "presenta un finto paramento murario a conci, interrotto dalla presenza di due finestre su due livelli, di cui quella superiore a crociera. In alto è dipinta una finta merlatura ornata da stemmi con figure affacciate tra un merlo e l'altro, di cui solo una chiaramente leggibile e raffigurante una guardia. Tre sono gli stemmi ancora conservati: lo stemma imperiale con l'aquila, lo stemma sabaudo con lo scudo crociato e lo stemma con i tre trifogli appartenente al vescovo Oger Moriset, che resse la sede episcopale augustana dal 1411 al 1433. L'insistente presenza del simbolo del trifoglio al centro di ogni concio della parete non lascia dubbi circa la committenza di questo vescovo, che verosimilmente nel corso del secondo e del terzo decennio del Quattrocento, fece rimodernare e ornare la propria residenza episcopale, facendo anche realizzare il pontile di collegamento alla cattedrale (poi rifatto nella prima metà del XIX secolo nelle forme attuali)".
Sugli sguinci delle finestre sono stati inoltre rinvenuti e restaurati "dei frammenti dipinti afferenti all'antica decorazione delle stanze interne. In particolare, accanto a ornati vegetali e architettonici, sullo sguincio destro della finestra inferiore è presente uno stemma forse riferibile ad Antoine di Vallaise, priore di Sant'Orso nella prima metà del XV secolo".
Appartiene invece ad epoca successiva "lo stemma vescovile frammentario dipinto sulla parete in basso a destra".
   

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