Pm chiese arresto Rollandin, no da Gip

Richiesta procura Aosta di fine gennaio

Il Gip di Aosta Giuseppe Colazingari ha respinto a fine aprile la richiesta di custodia cautelare in carcere dell'ex presidente della Regione Augusto Rollandin formulata tre mesi prima dal procuratore capo di Aosta Paolo Fortuna e dal pm Luca Ceccanti nell'ambito di un'inchiesta condotta dai carabinieri su un giro di corruzione in Valle d'Aosta in alcune società partecipate. E' quanto si apprende oggi, all'indomani della chiusura dell'indagine in cui Rollandin è indagato assieme ad altre sei persone.

Nel respingere la richiesta di arresto della procura di Aosta per l'ex presidente della Regione Augusto Rollandin, il gip, pur non ravvisando le esigenze cautelari, ha confermato - secondo quanto appreso - il quadro indiziario del delitto di corruzione. Rollandin è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla "corruzione continuata per plurimi atti contrari ai doveri d'ufficio" insieme all'ex manager pubblico Gabriele Accornero e all'imprenditore Gerardo Cuomo, la cui azienda di distribuzione alimentare avrebbe beneficiato di un affitto 'vantaggioso' in un capannone di proprietà di una partecipata della Regione. In cambio l'imprenditore avrebbe fornito - in base alle indagini - supporto elettorale a Rollandin nelle regionali del 2013 e a candidati a lui vicini nelle comunali del 2015.


Corruzione in Vda: pm, pericolo reiterazione e inquinamento - Le esigenze cautelari che richiedevano l'arresto di Augusto Rollandin, secondo la procura di Aosta, erano il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove (quindi non quello di fuga). Il rigetto della richiesta da parte del gip a fine aprile spiega la successiva chiusura dell'inchiesta, avvenuta ieri.
La richiesta era stata fatta a seguito delle indagini - compresi diversi interrogatori a persone più o meno coinvolte nell'operazione immobiliare a vantaggio del Caseificio valdostano - condotte dopo l'arresto di Gabriele Accornero e Gerardo Cuomo, avvenuto l'8 novembre 2017 (entrambi erano finiti ai domiciliari, poi revocati).
Stamane alcuni avvocati degli indagati sono stati in procura, dove - con la chiusura dell'inchiesta - hanno potuto aver accesso agli atti del procedimento.

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