Casinò,'Regione Vda truffata per 140mln'

Citati a giudizio 21 politici da Corte dei conti

Ventidue persone (tra cui 21 politici) citati a giudizio dalla Corte dei conti e altre otto indagate dalla procura di Aosta a vario titolo per truffa e falso in bilancio: è il risultato di due anni di indagine del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Aosta su 140 milioni di euro di fondi pubblici elargiti dalla Regione Valle d'Aosta al Casinò di Saint-Vincent. Le notifiche sono state consegnate stamane. L'udienza in Corte dei conti è fissata il 27 giugno.

Nel mirino degli inquirenti ci sono tre finanziamenti per 80 milioni di euro complessivi, concessi con delibere di Giunta regionale (nel 2012, 2013 e 2015), e una ricapitalizzazione da 60 milioni di euro approvata nel 2014 dal Consiglio regionale.

Le indagini dei militari guidati dal tenente colonnello Piergiuseppe Cananzi sono durate due anni. Nell'inchiesta contabile coordinata dal procuratore regionale della Corte dei conti, Roberto Rizzi, sono coinvolti un dirigente della Regione e 21 tra attuali ed ex consiglieri e componenti di Giunta.

Tra questi gli ex presidenti della Regione Augusto Rollandin (contestato un danno erariale di 17,3 mln) e Pierluigi Marquis (4,4 mln), ma anche il senatore uscente Albert Lanièce ed ex assessore regionale (10 mln). Le altre personalità citate a giudizio sono: Mauro Baccega (7,3 mln), Luca Bianchi (4,4 mln), Stefano Borrello (3,3 mln), Raimondo Donzel (2,8), Joel Farcoz (4,4 mln), David Follien (3,3 mln), Antonio Fosson (7,3 mln), Giuseppe Isabellon (13,3 mln), Leonardo La Torre (3,3 mln), André Lanièce (3,3 mln), Aurelio Marguerettaz (17,3 mln), Ennio Pastoret (10 mln), Marilena Peaquin (3,3 mln), Ego Perron (6,2 mln), Claudio Restano (3,3 mln), Emily Rini (6,2 mln), Renzo Testolin (4,4 mln), Marco Viérin e il coordinatore dell'assessorato regionale al Bilancio Peter Bieler (1,6 mln).


Sul fronte penale l'inchiesta è stata coordinata dal pm di Aosta Eugenia Menichetti, sotto l'egida del procuratore capo Paolo Fortuna. Gli avvisi di conclusione indagine sono stati notificati agli ex assessori regionali al Bilancio Augusto Rollandin (ad interim, dall'8 febbraio 2012 al 25 luglio 2012), Mauro Baccega (dall'8 luglio 2013 al 10 giugno 2014), ed Ego Perron (dal 10 giugno 2014 al 10 marzo 2017), tutti indagati per truffa ai danni dello Stato continuata ed in concorso. Per lo stesso reato e anche per falso in bilancio continuato e in concorso sono indagati gli ex amministratori delegati del Casinò di Saint-Vincent Luca Frigerio e Lorenzo Sommo e i membri del collegio sindacale Fabrizio Brunello, Jean Paul Zanini e Laura Filetti.

Corte dei Conti,  'sopravvivenza Casinò solo grazie a Regione'  - "L'unica prospettiva di sopravvivenza era e continua a essere il sostegno finanziario della Regione" Valle d'Aosta. Lo scrive il procuratore regionale della Corte dei conti, Roberto Rizzi, nella citazione a giudizio di 21 politici e un dirigente della Regione ai quali contesta un danno erariale di 140 milioni di euro per i finanziamenti pubblici elargiti dal 2012 al 2015 al Casinò di Saint-Vincent.

Nelle proprie deduzioni - depositate dopo l'invito a dedurre notificato il 27 giugno 2017 e contenute nelle 116 pagine dell'atto di citazione a giudizio - le difese sottolineano come il fatto che il Casinò stesse "procedendo al rimborso delle rate" dei mutui "escluderebbe qualunque pregiudizio per la Regione". Il procuratore regionale replica che "solo tre delle operazioni di finanziamento contestate sono state utilizzate ricorrendo" al mutuo (per 80 milioni di euro in tutto) e rimane esclusa la parte più "consistente", quasi "il 43 per cento dell'intera somma reputata danno erariale": la ricapitalizzazione da 60 milioni di euro approvata nel 2014 dal Consiglio regionale.

Inoltre le rate "sono state onorate" ma sono state "'alleggerite' per effetto di generose concessioni di lunghissimi periodi di preammortamento (quantomeno inusuali), di rimodulazioni dei piani di ammortamento (suggeriti dalle contingenze poco favorevoli) e di drastici abbattimenti del costo dei finanziamenti (addirittura del 600 per cento, passando da un tasso originario del 6 per cento a quello dell'1 per cento)", scrive Rizzi. Tutto ciò è potuto avvenire "solo grazie all'impiego di ulteriori risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione": infatti "la rotatività delle iniezioni di liquidità ha costituito e seguita a rappresentare il rimedio immunizzante contro l'insolvenza, altrimenti assai difficilmente evitabile".

Riguardo all'"effetto tranquillizzante" - secondo le difese - del "giudizio di sostenibilità degli oneri debitori da parte del Casinò, espressi da Finaosta", Rizzi puntualizza che si tratta di un "risultato valutativo" a cui la finanziaria regionale "è pervenuta solo valorizzando al massimo la garanzia piena offerta dalla Regione". In questo senso, "all'indomani dell'intensificarsi delle attenzioni investigative al Casinò, Finaosta" ha "ritenuto di non perseverare nell'esposizione assolutamente tranquillizzante in precedenza seguita e ha, perciò, rilevato come 'inadempienza probabile' (categoria che, nella scala del credito, è appena sotto quella della 'sofferenza', nella quale confluiscono le posizioni più critiche, ossia le inadempienze già conclamate) il credito di 20.414,498 euro vantato nei confronti della Casa da gioco".


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