Fondi gruppi Consiglio Valle, Corte Conti condanna Uv e Alpe

Sentenza C. conti, regali natalizi e spese non giustificate

Un risarcimento di 30 mila euro chiesto all'ex capogruppo dell'Union Valdotaine, Diego Empereur1.500 euro a Robert Louvin (capogruppo di Alpe per una parte della legislatura iniziata nel 2008) e 8.000 euro a Patrizia Morelli (che ha sostituito Louvin fino al 2013). Queste le condanne della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Valle d'Aosta riguardanti l'utilizzo illecito del fondi assegnati ai gruppi del consiglio regionale della Valle d'Aosta. 

L'ex capogruppo dell'Union Valdotaine Diego Empereur (assolto in Appello nel processo penale) è stato condannato a risarcire 30 mila euro dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Valle d'Aosta, nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari tra il 2008 e il 2013.
    La condanna fa riferimento a 8.905,8 euro per "auguri o a regali natalizi verso destinatari indeterminati", a 408,21 euro di spese di riscaldamento pagate per un immobile di Morgex "utilizzato anche dall'associazione sindacale Savt" e a 16.782,10 euro di fondi spesi ma non avvalorati "da alcuna documentazione".
    La procura contabile aveva chiesto un risarcimento di 657 mila euro, in buona parte (582 mila) legati ai contributi a favore della società editrice del giornale 'Le peuple valdotain'. Su questo fronte, come "osservato dal giudice penale" e anche in base a una perizia, è emerso che lo spazio (in media "superiore al 42%") concesso al gruppo è stato "costantemente inferiore di alcuni punti percentuali" rispetto alle spese sostenute.

La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Valle d'Aosta ha inoltre condannato gli ex capigruppo di Alpe Roberto Louvin e Patrizia Morelli a risarcire rispettivamente 1.500 euro (richiesta della procura era 56 mila euro) e 8.000 euro (65 mila euro) nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei fondi dei gruppi consiliari tra il 2008 e il 2013.  Louvin e Morelli sono già stati condannati dalla Corte di Appello di Torino a  4 mesi e 14 mila euro per finanziamento illecito dei partiti. 

Riguardo ai quasi 44.000 euro che nel 2012 e nel 2013 il gruppo ha erogato al periodico 'Alpe', "appare dimostrato, semplicemente sfogliando alcuni numeri di quel periodico, che esso dedicava al gruppo Alpe uno spazio senz'altro significativo", scrivono i giudici. Spazio che, anche in base a una perizia, "può ragionevolmente assimilarsi alla quota, oscillante tra il 15% e il 25%, sobbarcatasi tra il 2012 e il 2013 da quel gruppo consiliare rispetto ai costi sostenuti dal periodico stesso. Va quindi condivisa la tesi difensiva secondo cui tale pubblicazione andava a perseguire finalità analoghe a quelle di un periodico edito direttamente dal gruppo Alpe".

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