Gip, ruolo Rollandin non secondario

'Indagare sui rapporti con Accornero, è suo uomo di fiducia'

"Dovrà districarsi la fitta trama di scenari che vedono coinvolto, unitamente a Gabriele Accornero, Gerardo Cuomo e gli altri indagati, "l'ex presidente della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin, il cui ruolo, nell'ambito delle condotte illecite fin qui disvelate appare, ad oggi, anche per la cautela con cui il personaggio pare muoversi, solo parzialmente definito, ma tutt'altro che secondario". Così il gip Davide Paladino nell'ordinanza con cui ha disposto i domiciliari per Cuomo e Accornero. A seguito delle indagini dei carabinieri del Reparto operativo del Gruppo Aosta, coordinate dal pm Luca Ceccanti sotto l'egida del procuratore capo Paolo Fortuna, il gip scrive che "dovranno, in particolare, essere acclarati i rapporti intercorrenti tra Rollandin e Accornero, considerato che quest'ultimo, come sin qui emerso, è uomo di totale fiducia del primo e ha agito all'interno del Forte di Bard in virtù di una delega di poteri incondizionata da parte dell'ex presidente della Giunta regionale".

Gip, di assoluto rilievo rapporti Cuomo-Perron - "Di assoluto rilievo appaiono i rapporti tra Gerardo Cuomo e Ego Perron, già assessore al bilancio nella Giunta regionale presieduta da Rollandin. Cuomo risulta inoltre aver svolto un ruolo attivo nel sostenere i candidati legati ai suoi politici di riferimento, Rollandin e Perron, come reso palese dalle conversazioni intercettate nell'ambito del suddetto procedimento, da cui emerge che Cuomo, alle ultime elezioni comunali di Aosta, abbia appoggiato il candidato sponsorizzato da Perron". E' quanto si legge nell'ordinanza del gip nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Gabriele Accornero, manager Finaosta ed ex consigliere delegato del Forte di Bard, e dell'imprenditore Gerardo Cuomo, accusati di corruzione e turbata libertà degli incanti.

Gip, Uv in Giunta potrebbe favorire Accornero - "L'avvenuto cambio di maggioranza regionale" ha "permesso al partito di Rollandin, l'Union Valdotaine, di ritornare in maggioranza, il che potrebbe favorire la posizione di Accornero all'interno della compagine regionale e delle società partecipate della Rava". Così il gip di Aosta nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari per il manager di Finaosta e per l'imprenditore Gerardo Cuomo. Gabriele Accornero, scrive il gip, "non si è affatto rassegnato alla perdita del proprio potere personale, quale conferitogli dal predetto incarico, e sta operandosi fattivamente per riguadagnare prestigio e influenza". Inoltre, aggiunge il giudice, "gli elementi descritti rivelano una propensione delinquenziale decisa da parte degli indagati nel settore dei delitti contro la pubblica amministrazione".

Lavori in casa Accornero pagati 50% in meno - La progettazione, la direzione e l'esecuzione di alcuni lavori edili nella sua abitazione di Porossan è stata pagata il 50% in meno a fronte dell'affidamento della gara relativa alla sostituzione della scala di accesso al Museo delle Alpi del Forte di Bard. E' quanto ipotizza la procura di Aosta - come si legge nell'ordinanza dei gip - nei capi di accusa a carico di Gabriele Accornero, ex consigliere delegato del Forte di Bard, agli arresti domiciliari per corruzione. L'opera di Simone D'Anello (progettazione e direzione dei lavori) - si legge - è stata svolta senza ricevere alcun emolumento retributivo, quella di Salvatore D'Anello (effettuazione lavori) a fronte di un preventivo prima di 171.296,67 euro e poi di 108.524,30 euro, è stata pagata "con la cifra nettamente inferiore di 56.982 euro".

Gip, se condannati niente condizionale - "Tenuto conto del rischio concreto di recidiva e comunque della entità della pena in concreto irrogabile, deve, allo stato attuale, senz'altro escludersi la possibilità che agli indagati sia concesso, in caso di condanna, il beneficio della sospensione condizionale della pena". Lo scrive il gip Davide Paladino nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti domiciliari per l'imprenditore Gerardo Cuomo e Gabriele Accornero. La custodia in carcere, chiesta dalla procura, "si ritiene non indispensabile a scongiurare i rischi" di inquinamento probatorio e reiterazione del reato, a fronte "del principio del 'minor sacrificio necessario' e della finalità esclusivamente cautelare della custodia preventiva".

 


   

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