Uvp apre crisi e abbandona maggioranza

Bonin: 'manca coesione per approvare bilancio'

L'Union valdotaine progressiste apre la crisi politica regionale e abbandona il tavolo della maggioranza. E' questo l'esito della verifica tra le forze che sostengono il Governo Marquis, svoltasi in serata nella sede della Stella Alpina. "Mancano degli elementi imprescindibili per poter continuare, - ha spiegato il presidente dell'Uvp, Elisa Bonin - uno su tutti una visione comune su certi temi, per esempio la quotazione in borsa di Cva e i collegamenti intervallivi, ma soprattutto manca la coesione per approvare un bilancio e noi non ce la sentiamo di approvare un bilancio al buio". Bonin ha anche indicato una strada per uscire dalla situazione di impasse politico: "evidentemente ci saranno delle ricadute amministrative, ma noi auspichiamo che si possa gestire politicamente questa crisi con tutti quelli che si metteranno all'opera con tutta la buona volontà per farlo".

Marquis, siamo ai soliti giochetti  - "In politica credo che occorra anche della coerenza, non è possibile procedere con i soliti giochini e giochetti che sono ormai superati e non sono più condivisi dalla popolazione: quello dell'Uvp è un atteggiamento poco responsabile, l'abbandonare la situazione di gestione in un momento così difficile per la Valle d'Aosta". Così il presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha commentato l'annuncio dell'Uvp di voler abbandonare la maggioranza regionale.

"Non è possibile ricredersi ogni quattro mesi dei percorsi che si intraprendono - ha aggiunto - credo che occorra stabilità, serietà e chiarezza di fronte ai valdostani e franchezza nei confronti degli alleati". Il presidente della Regione si è detto "basito per il comportamento dell'Uvp: domenica abbiamo la visita del Premier Paolo Gentiloni , abbiamo ad Aosta il ministro dell'interno Marco Minniti e francamente mi spiace dover presentare un'immagine così triste della nostra Valle d'Aosta". 

Vallet (Alpe), crisi al buio è irresponsabile - Rabbia e sorpresa sono state le reazioni degli ex alleati dell'Uvp dopo l'annuncio dell'abbandono della maggioranza, durante la riunione di verifica. "Che Uvp stesse facendo un percorso con l'Union era risaputo - commenta Alexis Vallet, presidente di Alpe - ma questa loro intenzione di aprire una crisi al buio è tragicamente irresponsabile; poi nei fatti vedremo come si tradurrà, a questo punto spero che abbiamo la forza di fare una mozione di sfiducia costruttiva in fretta". "La nostra idea - prosegue Vallet - era di approvare il bilancio e di andare a elezioni, ma ci è stato detto chiaramente che da parte dell'Uvp non c'è alcuna intenzione di andare in questa direzione".

Gerandin, finalmente si è fatta chiarezza -  Secondo Elso Gerandin (Mouv') "alla fine si è fatta chiarezza: a fronte di un'estate un po' tormentata, di tanti incontri, di rassemblement, riunioni più o meno allargate, l'Uvp ha detto di ritirare la fiducia a questo Governo". Durante la riunione di verifica "c'è stata una proposta molto interessante - riferisce ancora Gerandin - di prendersi la responsabilità di mettere in piedi un bilancio e poi andare a elezioni, a noi pareva una proposta chiara e su questa c'è stata una larga condivisione, ma non c'è stata la disponibilità di Uvp".

La Torre, bilancio e poi elezioni - "Se l'Uvp sente questa difficoltà di sostenere la maggioranza - aggiunge Leonardo La Torre (Pnv) - la presenteranno in aula e faranno le azioni del caso, io credo che la maggioranza abbia delle responsabilità molto serie nei confronti dei valdostani non solo per l'approvazione del bilancio ma anche per l'adempimento degli atti di fine legislatura, non ci dimentichiamo i 144 milioni e il problema della difesa dell'autonomia finanziaria". Secondo La Torre "la scelta migliore sarebbe di finire in buono accordo il bilancio e dare finalmente ai valdostani la possibilità di andare a votare, invece sembra che si abbia paura di sentire che cosa dicono i valdostani e si voglia continuare con queste sceneggiate".




   

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