Di Matteo, Casinò non replichi Alitalia

'Sindacati? se vogliono far politica io non voto in V. d'Aosta'

"Un caso Alitalia l'abbiamo già avuto, e se non hanno la volontà di replicarlo in Val d'Aosta i sindacati hanno qui una bella chance per dimostralo, e dimostrare di avere, oggi, in Italia, un ruolo importante per tutelare il bene dei loro iscritti; dopodiché, se invece loro vogliono fare politica… beh, io non voto in Valle d'Aosta". Così l'amministratore unico del Casinò de la Vallée di Saint-Vincent Giulio Di Matteo commenta lo stato della trattativa tra azienda e organizzazioni sindacali sul piano di risanamento della casa da gioco valdostana, in un'intervista pubblicata sul sito Gioconewscasino.it.

Quanto alla riuscita del progetto di rilancio, Di Matteo osserva: "Siamo molto fiduciosi, perché siamo stati iperprudenti. Di fronte a previsioni che davano risultati molto più alti questo è un piano molto prudente e serio, l'ho detto pure ieri in commissione nonostante i sorrisetti dei consiglieri di minoranza".

L'amministratore unico lancia anche un messaggio alle forze politiche presenti in consiglio regionale che la prossima settimana dovranno approvare il Piano e il disegno di legge di finanziamento del Casinò: "Senza aver alcuna presunzione di aver la bacchetta magica. Ci piacerebbe almeno avere l'opportunità di provare, di lavorare. Ecco, ho l'impressione che qualcuno abbia semplicemente la paura di farci lavorare, e in questo non fa certo il bene di chi l'ha votato e dei cittadini della Valle d'Aosta".

Replica opposizione,preoccupati per dichiarazioni - Nessun "timore nel lasciar lavorare il manager incaricato, ma preoccupazione per le "sue discutibili dichiarazioni". I gruppi di opposizione Uv, Epav e Pd replicano all'amministratore unico del Casinò di Saint-Vincent Giulio Di Matteo. "Egli è incaricato di fare un lavoro da parte di un'Amministrazione pubblica, - spiegano - con un mandato politico rispetto al quale tutti i rappresentanti dell'Amministrazione hanno il diritto di esprimere le loro opinioni, senza dover chiedere al diretto interessato eventuali autorizzazioni".

Secondo la minoranza in Consiglio Valle "la qualifica di incaricato da parte di un socio a capitale pubblico presuppone un'attitudine istituzionale che diventa difficile riconoscere nel paragone tra la situazione della Casa da gioco ed il 'caso Alitalia', oppure nell'affermare orgogliosamente di non votare in Valle d'Aosta". "Riteniamo infatti che, riguardo alla situazione del Casinò, - proseguono - la parola d'ordine di qualsiasi attore coinvolto nella stessa debba essere 'responsabilità', senza la quale diventa difficile anche solo intravedere una via d'uscita". Secondo Epav, Uv e Pd "i contenuti del Piano ritenuti da Di Matteo prudenti e seri non devono esserlo sembrato poi troppo ai commissari dei gruppi emanazione delle nostre forze politiche".


Albertinelli (Savt), da noi senso responsabilità abbiamo già fatto due referendum - "Evidentemente l'avvocato Di Matteo negli ultimi anni è stato lontano dalla Valle d'Aosta altrimenti saprebbe che i lavoratori del Casinò hanno già partecipato a due referendum per il taglio degli stipendi e li hanno approvati". Così Claudio Albertinelli (Savt), a margine dell'audizione in quarta commissione del Consiglio Valle, replica alle dichiarazioni dell'amministratore unico della casa da gioco che ha evocato il caso Alitalia. "Non accettiamo che si metta in dubbio il senso di responsabilità dei sindacati e dei dipendenti della casa da gioco - aggiunge Albertinelli - considerato che, ad oggi, l'unico fatto concreto è costituito dalle trattenute sulle buste paga che i dipendenti tutt'ora subiscono". 

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