Export Umbria raggiunge i 3,7 miliardi di euro nel 2016

Il quadro vendite all'estero da Rapporto di Sace e Simest

Redazione ANSA

PERUGIA - Dopo un 2015 "in notevole aumento", il 2016 è stato un anno "sostanzialmente stabile" per l'export dell'Umbria, cresciuto dello 0,3%. Con quasi 3,7 miliardi di euro di vendite di beni all'estero nel 2016, ha rappresentato circa l'1% del totale nazionale. Un quadro che emerge dal rapporto "Export unchained. Dove la crescita attende il Made in Italy" di Sace, che insieme a Simest costituisce il Polo dell'export e dell'internazionalizzazione del Gruppo Cdp. Dati presentati a Perugia nella sede di Confindustria. "Questo è un anno positivo per l'export italiano e prevediamo che il trend si mantenga tale per il prossimo triennio" ha detto Livio Mignano, Head of domestic network di Sace. "Lo scenario incoraggiante - ha aggiunto - offre buone opportunità per le imprese umbre, che lo scorso anno hanno esportato beni per quasi 3,7 miliardi di euro. Un territorio in cui, nel 2016, Sace e Simest hanno mobilitato 404 milioni di euro di risorse in favore di oltre 130 aziende. L'Umbria è una regione ricca di eccellenze e piena di potenzialità che seguiamo da vicino con il nostro ufficio di Perugia". All'incontro hanno partecipato anche alcune aziende protagoniste dell'export regionale, Gruppo Bazzica, Eles Semiconductor Equipment, Officine Meccaniche Aeronautiche, Rpa. Dal rapporto è anche emerso che l'export umbro ha risentito "in maniera significativa" degli effetti della crisi economica, riuscendo però in breve tempo a tornare a livelli anche superiori a quelli del 2009.
Dal Rapporto presentato dalla Sace emerge una "buona performance" delle vendite all'interno dell'Ue (+2,8%), che pesano per quasi i due terzi dell'export regionale. In calo invece le esportazioni verso i Paesi extra-Ue (-3,8%). I primi cinque settori dell'export umbro rappresentano il 71% del totale. Al primo posto la metallurgia (18,1%), seguita dalla meccanica strumentale (17,8%). Al terzo posto il tessile e abbigliamento (17,1%), mentre al quarto alimentari e bevande (11,8%). Chiude al quinto posto il settore dei mezzi di trasporto (6%). Le esportazioni umbre sono aumentate in tre di questi settori. In particolare, quello dei trasporti - è stato detto - ha evidenziato "un'ottima performance" con +6,1%. A far registrare prestazioni negative sono il settore metallurgico e, in misura minore, il tessile e abbigliamento. Tra gli altri comparti, "ottimo" l'andamento delle altre attività manifatturiere (+34,3%), dei beni agricoli (+19,9%), del cartario e prodotti in legno (+7,3%). Le vendite di beni in Germania, Stati Uniti e Francia, che rappresentano quasi il 40% del totale esportato dall'Umbria, sono cresciute nel corso del 2016. In particolare, "ottimo" è stato definito l'andamento dell'export verso la Francia (+8,2%), che è stato trainato dalle vendite in settori come prodotti in legno, beni agricoli, mezzi di trasporto e prodotti farmaceutici. Tra le prime venti destinazioni, le esportazioni umbre sono risultate in forte crescita verso il Belgio (+9,4%), la Russia (4,1%), la Repubblica Ceca (+8,8%), l'Austria (+8,5%), la Corea del Sud (+8,3%) e il Canada (+18,9%). Diminuisce invece l'export verso il Regno Unito (-10,5%), quarto mercato per l'Umbria, e verso la Turchia (-26,7%), undicesima destinazione. "Puntare sull'estero rappresenta un'importante opportunità di crescita per le aziende italiane" ha sottolineato Luca Silla, Responsabile Area Marketing e Business Development di Simest. "Sace e Simest, unite nel Polo dell'export e dell'internazionalizzazione del Gruppo Cdp - ha proseguito -, offrono un'intera gamma di prodotti assicurativo-finanziari, dedicati sia alle imprese che si apprestano a muovere i primi passi sui mercati internazionali, sia a quelle già presenti all'estero e che hanno l'esigenza di rafforzarsi". All'incontro hanno partecipato anche Stefano Bellucci, responsabile Centro-Nord di Sace, e Gabriella Baldassarre, Country risk analyst Sace, che ha illustrato nel dettaglio i temi dell'incontro. E' poi intervenuto il vice presidente di Confindustria regionale Luca Tacconi. "L'Umbria ha guadagnato spazi in questi anni - ha detto - ma si può fare sicuramente di più. Il nostro export è guidato da grandi imprese ma tra le Pmi ci sono aziende che potrebbero crescere ancora in ambito di internazionalizzazione".

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