In Umbria meno denaro per ludopatie

Barberini, numeri incoraggianti ma non abbassare la guardia

Diminuisce in Umbria il denaro destinato al gioco d'azzardo lecito. "Nel 2017 sono stati bruciati 1.077 milioni di euro tramite gli apparecchi fisici, con esclusione dell'online, 22 milioni in meno rispetto all'anno precedente" ha detto Luca Barberini, assessore regionale a Salute, Coesione sociale e Welfare, a Villa Umbra per un summit promosso da Regione, Anci, Scuola di amministrazione pubblica e FederSanità. Dove ha ricordato come l'Umbria è stata tra "le prime a dotarsi di una legge regionale per la prevenzione e il contrasto della ludopatia" Secondo Barberini "è diminuita la percentuale degli studenti tra 15 e 19 anni che giocano (dal 40,1% del 2016 al 35,8%, del 2017) e che hanno un profilo di problematico (il 5,9% contro la media nazionale del 7,1%)". "Segnali incoraggianti - ha aggiunto -, ma non basta: la ludopatia è un fenomeno sempre più diffuso e trasversale, che va affrontato con politiche e azioni mirate, con il coinvolgimento di tutta la comunità e un maggiore protagonismo dei Comuni".
   

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