Pestato a morte: chiesa gremita, tutti in preghiera

Si aspetta salma per funerali. Il padre, le belve paghino

 SCANDICCI (FIRENZE), 16 AGO - Centinaia di persone hanno gremito, stasera, la chiesa della parrocchia di Gesù Buon Pastore a Scandicci (Firenze) per la veglia per Niccolò Ciatti, il giovane italiano pestato a morte nella discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, da tre ceceni. "Che ingiustizia è morire così?", ha esordito il parroco don Giovanni Paccosi introducendo il rosario, poi recitato dai presenti insieme alla famiglia di Niccolò. In chiesa i genitori Luigi e Cinzia e la sorella Sara, arrivati insieme, in silenzio, con riserbo; la fidanzata Ilaria.
    "Le parole della fede sono domande, non risposte - ha proseguito il parroco - non si può dire 'So il perché'", "bisogna rivolgersi a Cristo e chiedere, forse può darci uno spiraglio di speranza in un momento come questo". Nel grande dolore, vissuto con altrettanta, grande compostezza, si chiede giustizia.
    "Sono contentissimo per la vicinanza di tutti i miei concittadini stasera - ha detto lasciando la chiesa dopo la veglia il padre di Niccolò - e spero che questo serva perché voglio che venga fatta veramente giustizia per mio figlio. Spero che queste belve paghino, ma già due di loro non si sa dove sono". "Spero che vadano in carcere - ha aggiunto - e paghino perché non si può rovinare la vita di un ragazzo di 22 anni per niente".
    In chiesa c'era anche il sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, che ha ringraziato "il governo italiano per l'impegno" mentre Scandicci si prepara ai funerali di Niccolò. "Siamo pronti - ha detto il sindaco - Facciamo prima possibile". Domani Fallani ha un appuntamento telefonino col consolato in Spagna.
    C'è grande impazienza per riavere la salma di Niccolò Ciatti.
    Non solo la famiglia, ma tutti quelli che erano in chiesa vogliono celebrare presto i funerali; gli amici di scuola, quelli dello sport, quelli di Casellina, il quartiere dove abitava e dove si trova la chiesa, quelli del mercato dove lavorava, a Firenze. Le persone sono arrivate alla spicciolata, si sono disposte sul piazzale esterno alla chiesa e poi sono entrate in fila, una per volta, e hanno preso posto sulle panche. In silenzio. Poi hanno pregato.  
   

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